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Speciale Val tartano In data 10 ottobre 2006 si è costituito il Comitato per la difesa delle acque della Val Tarten
20/04/2007
La risorsa acqua è fondamentale per la vita, tutti hanno diritto all’acqua, pertanto l’accesso ad essa deve essere libero, e va salvaguardata da ogni sorta di speculazione. L’attività turistica e pastorale del nostro territorio è strettamente legata all’acqua e all’integrità del fiume. In provincia oltre l’80% del territorio è già captato, non ultima la Val Tartano dove è già presente e funzionante un bacino idroelettrico di recente potenziato da parte di Enel Produzione. Le acque a fini potabili già iniziano a scarseggiare. Ulteriori captazioni, come quelle proposte in Val Tartano, mettono a repentaglio il futuro della risorsa acqua, delle sorgenti e dell’ecosistema di habitat di pregio, per questo protetto dal Parco delle Orobie. In questo momento il Comitato è impegnato a respingere il grande progetto di Energia Ambiente spa di captazione delle acque dei torrenti Val Corta, Val Lunga e Val Vicima. I firmatari: Giulio Angelini, Adriano Angelini, Elio Bertolini, Luciano Angelini, Paolo Spini, Matteo Oregioni, Maria Gusmeroli, Franco Angelini, Luca Sutti, Alessio Gusmeroli, Donato Spini; si oppongono al progetto per questi motivi: • i prelievi causerebbero danni ambientali irreparabili • i modesti rilasci previsti verrebbero assorbiti dal terreno mettendo in secca l’intera valle e insorgerebbero gravi problemi igienico-sanitari • le gallerie farebbero scomparire le sorgenti e metterebbero in movimento la frana della foppa dell’Orso con pericolo per persone e abitazioni • il turismo e ogni attività agricola e pastorale verrebbero compromessi • la flora e la fauna vigenti verrebbero gravemente impoverite e irrimediabilmente danneggiate, motivo che desta indignazione anche fra i cacciatori e pescatori. Chiedono alle Istituzioni di non concedere lo sfruttamento delle acque della Val Tarten perché rimanga acqua per i nostri figli e la valle continui a vivere. L’ambiente è l’eredità più importante da lasciare, è una risorsa unica ed esauribile e quindi bisognosa di salvaguardia prima che i danni ambientali siano tali da non potervi più porre rimedio! Il Comitato ha immediatamente aderito allo IAPS a difesa delle acque dell’intera provincia fatte oggetto di speculazione, dopo che la stessa ha già subito uno sfruttamento al limite delle sue possibilità.
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