Agenda    Contattaci    
Homepage
Il partito
Articoli
News
Approfondimenti
Documenti
Partito Democratico
Forum
Fotografie
Link
   
 
 
 Approfondimento
S.S.38 il Sindaco disse: il Re è nudo
Il Sindaco e un gruppo di cittadini di Cosio sono scesi in piazza per dimostrare la loro contrarietà alla realizzazione della SS38. Seppur tardivamente, un sindaco svela e racconta come sono andate effettivamente le cose.

20/04/2007

di Alfonsina Pizzatti
Dott.ssa Svanella, l’abbiamo vista recentemente con la fascia tricolore insieme ad un gruppo di suoi concittadini a manifestare contro il prossimo avvio dei lavori della SS. 38, per quel tronco che da Fuentes arriverà fino a Cosio. Ci può spiegare la ragione?
Il comune di Cosio paga un alto prezzo per il tracciato della strada: è interessato per 7 km con 730.000 mq da
espropriare e 510 proprietari coinvolti I terreni sono rimborsati fino a 3.10Euro al mq e non sono frazionati,
ovvero viene espropriata la proprietà intera, anziché solo il necessario.
Mi scusi, ma ve ne siete accorti solo ora?
Certamente no e le esporrò tutto il percorso da noi intrapreso in assoluta correttezza. Abbiamo avuto visione
del progetto della nuova strada a fine 2003 e la nostra attenzione ci ha portato ad assumere i seguenti atti
formali:
• Una prima delibera di Consiglio Comunale nel febbraio 2004 in cui si esprimeva “parere favorevole al progetto definitivo della SS38 condizionato alla realizzazione dell’intero 1° lotto dal Trivio di Fuentes al Tartano”
• UNA LETTERA alla provincia e alla regione firmata da 7 sindaci della bassa valle a luglio 2004, relativa agli
espropri.
• Una seconda delibera nel gennaio 2005, frutto di un consiglio-assemblea con la presenza del comitato dei
cittadini sorto in quel periodo, più articolata rispetto alla prima in cui si ribadiva la necessità di completare l’intero 1° lotto e si chiedeva di sospendere la procedura degli espropri in assenza di finanziamento certo. Non abbiamo mai avuto una risposta. Ma nel dicembre 2004 è sorto il comitato istituzionale voluto dal Presidente Provera, con la partecipazione di ben 75 sindaci.
Quel’è stato il suo rapporto con il comitato?
Il mio Comune ha accettato di far parte del Comitato Istituzionale perchè le finalità enunciate dal Presidente
sulla SS38 erano assolutamente condivisibili
“l’ottenimento di risorse certe e la promozione di ampiediscussioni sul loro utilizzo definendone le priorità”. Fu organizzata infatti la manifestazione di Delebio, nel febbraio 2005, e il comitato si riunì alcune volte fino al novembre dello stesso anno, con la dichiarazione del presidente che l’obiettivo del finanziamento era stato raggiunto. Il CIPE nel dicembre, infatti, deliberò l’attuazione del primo lotto, con un impegno di spesa di 280 milioni di Euro, un lotto però che si fermava allo svincolo di Cosio. All’interno del comitato il nostro comune e altri, con Legambiente, proposero allora di entrare nel merito della discussione sull’utilizzo dei fondi stanziati. Spendere 280 milioni di euro per realizzare 9 km. di strada a 4 corsie sui 19 Km del 1° lotto sembrava un grosso spreco, quando con uno stralcio longitudinale, ovvero la realizzazione di 2 corsie, si sarebbe probabilmente potuti arrivare fino al Tartano. La possibilità di poterlo attuare per intero con i fondi a disposizione fu confermata
anche dalla SPEA, la società di progettazione interpellata dal comune di Morbegno per una valutazione dell’opera. Con alcune ottimizzazioni sul progetto definitivo, infatti, si potevano recuperare i fondi per realizzare l’intero tratto, senza modificare il progetto. Il discorso però, non si poté affrontare all’interno del comitato perché, il presidente sostenne che se si modificava il progetto si sarebbero persi i finanziamenti.
Stavano veramente così i fatti?
Credo di no. Perchè in realtà il motivo era che la regione Lombardia aveva già deliberato, nel gennaio 2005,
lo stralcio a 4 corsie fino a Cosio, con il collegamento fino alla sinistra del Bitto. Ma questo noi del comitato
l’abbiamo saputo a maggio, cinque mesi dopo, quando abbiamo finalmente potuto leggere la delibera CIPE.
Non c’è stata discussione all’interno del comitato istituzionale, pochi componenti il comitato stesso hanno letto
la delibera e le raccomandazioni, non è stato possibile presentare lo studio SPEA con la soluzione delle stralcio
a 2 corsie. Attraverso un sondaggio sulla scelta fra il progetto definitivo o un eventuale nuovo progetto, inviato per posta, formulato sulla paura di perdere tempo e finanziamento, i sindaci si sono espressi a maggioranza a favore delle 4 corsie fino a Cosio (56 comuni + artigiani, commercianti, coldiretti, industriali). Ci era stato detto che la delibera di stanziamento dei fondi era blindata, immodificabile, quando invece bastava dire che cinque mesi prima la regione aveva già deciso in tal senso, e la Provincia lo sapeva, evitando perdite di tempo e prese in giro.
Conosciamo e abbiamo criticato più volte sul nostro giornale l’artificio del sondaggio postale - chiamato
in termini populistici “coinvolgimento” e l’aut-aut sulle 2 o 4 corsie. Ma il suo comune come si è comportato?

A quel punto il comune di Cosio è uscito dal Comitato ma ha comunque accolto l’invito del nuovo assessore
alla viabilità, Parolo, di partecipare ad un gruppo tecnico con Morbegno, Talamona e Traona, la Comunità Montana e la Provincia per individuare la soluzione dello stralcio Cosio-Tartano, ribadendo la nostra posizione della assoluta necessità dell’attraversamento dei nostri paesi, per non traslocare l’imbuto del traffico da Delebio a Cosio e in tal senso ho scritto anche al Presidente Provera. A quel punto siamo stati estromessi dai firmatari dell’accordo di programma. Nel frattempo - ottobre 2006 - è giunto a Sondrio il ministro Di Pietro che ha avvallato l’intera operazione senza calcolare, temo, oppure senza informazioni adeguate che stavamo iniziando una strada dal costo di ben 31 milioni di euro al Km, e che non avrebbe risolto i problemi per i quali veniva iniziata.
Certo un metodo inusuale quello riservato al suo comune, ma come siete proseguiti nelle vostre legittime rivendicazioni?
Intanto a Milano il 18 dicembre 2006 è stato sottoscritto l’accordo di programma tra Regione, Stato, Provincia, ANAS e CCIAA per l’avvio dei lavori. A quel punto ho chiesto un incontro all’assessore Parolo. La delibera Regionale del novembre 2006 indicava infatti chiaramente che si dovesse tener conto sia delle indicazioni
dell’ANAS che di quelle del comune di Cosio e di Gera. Non ho avuto alcuna risposta. Ho scritto all’assessore
regionale. Si è persa la lettera. L’ho rinviata. L’assessore mi ha risposto invitandomi a rivolgermi alla Provincia, cosa che ho fatto riscrivendo all’assessore Parolo. La sua segretaria ci ha convocato telefonicamente a Milano per un incontro: un incontro per capire le modifiche al progetto. Perchè le modifiche alla delibera blindata
ci sono state.
È allora che avete deciso di scendere in piazza? Non vi sembra di essere stati un po’ tardivi?
Siamo scesi in piazza in modo corretto, senza urlare, perché volevamo esprimere la nostra angoscia nel vedere
che le nostre preoccupazioni erano state disattese e per evidenziare che la provincia non può pensare di costruire fiducia e consenso usando conferenze stampa o metodi simili a quelli che ho citato. Se la comunicazione fosse stata lineare e trasparente, forse, oggi non saremmo a questo punto.
La soluzione di fermarsi a Cosio è un suicidio.
Dichiarato in tutte le occasioni, perché la preoccupazione è alta. L’attuale traffico di Delebio si sposta su
Cosio, Regoledo, Morbegno e Talamona senza risolvere il problema della viabilità della basse valle. L’impatto ambientale è devastante, con un tronco di superstrada monco e uno svincolo intermedio che diventa terminale.
Non sappiamo oggi quale sarà la soluzione per proseguire fino al Tartano; c’è un’ipotesi, sempre dello studio SPEA, che prevede le due corsie seguendo il tracciato del progetto definitivo, che ha però un costo di altri 170-200 milioni di Euro. La nostra posizione è sempre stata chiarissima fin dal 2004: il nostro parere favorevole al progetto definitivo è sempre stato condizionato alla realizzazione dell’intero primo lotto dal Trivio di Fuentes al Tartano.
Nei giorni scorsi ho assistito a un dibattito alla televisione locale tra lei, il portavoce del Comitato dei cittadini di Cosio, il presidente Provera e l’assessore Parolo. Al Presidente che si lamentava dei “sindaci che non capiscono” lei che cosa risponde?
Che io e la mia amministrazione e, credo, anche molti valtellinesi abbiamo capito, magari gradualmente, dato
i sistemi usati, ma abbiamo capito. Che realizzare 9 Km di strada a 31milioni di Euro al Km senza che i
problemi veri della viabilità siano risolti è uno spreco scandaloso e insensato.
Che nessun governo di destra o sinistra, è in grado di garantirci ulteriori fondi per arrivare al Tartano. Prendo
atto comunque che durante quella trasmissione, l’assessore Parolo ha ipotizzato di individuare un’altra area
per lo svincolo, ad esempio a Mantello. Al Presidente Provera ricordo e ribadisco:
• che abbiamo partecipato diligentemente al comitato istituzionale costituito nel dicembre 2004, mentre la Regione Lombardia deliberava a gennaio 2005 la soluzione progettuale. Quando ci siamo accorti di essere stati
“usati”, nel giugno 2006, siamo usciti. A quel punto siamo stati estromessi dai firmatari dell’Accordo di Programma. Crediamo non sia questo il metodo di governo del territorio degli Enti Locali;
• Ci è stato detto che la delibera Cipe era blindata. La regione Lombardia, a novembre 2006, ha invece dato un nuovo incarico per le modifiche progettuali che sono state consegnate da poco. Come mai ora si può, mentre lo
stralcio longitudinale era impossibile?
• Chiediamo che la Provincia si assuma l’impegno di reperire i fondi necessari per il tratto Cosio -Tartano, se davvero si crede nella utilità dell’opera, contemporaneamente all’inizio dei lavori del 1° stralcio Fuentes-
Cosio.
Personalmente alla luce di quanto ha sostenuto l’assessore Parolo nel dibattito televisivo e cioè che lo svincolo di Cosio è rivedibile e si può per esempio spostare a Mantello resto insieme al mio comitato in attesa di atti precisi, ribadendo però fermamente che il mio comune non accetterà mai lo svincolo sul suo territorio.
*** Forse è vero che uniti si vince come sostiene il Presidente Provera, se però l’unità è costruita in trasparenza con il confronto e la discussione applicando concretamente i principi che vengono continuamente
dichiarati senza diffide o corte furberie, con buon senso e anche criteri di sobrietà. in caso contrario è un’altra occasione persa. Persa dai valteltellinesi, non solo dagli abitanti di Cosio. Resta da dire che i componenti
del comitato istituzionale o parte di esso, le forze produttive della provincia e quelle politiche del centrodestra non hanno voluto o potuto vedere quello che ogni cittadino di buon senso ha da tempo capito: molto meglio
una strada più lunga con i finanziamenti disponibili, per rispondere non solo a scopi turistici ed economici ma anche per tornare a respirare nei nostri centri abitati.


 
    powered by
nereal.com
design by
Tomato interactive