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 Approfondimento
Occorre una politica che non sia ostaggio degli opposti estremismi
L'intervento di Sergio Gallegioni

13/02/2007

In politica, i partiti e le alleanze si costruiscono a partire da una condivisione di valori oppure dalla comunanza di scelte e strategie socio-economiche oppure da entrambe le cose. E allora diciamolo subito: il partito democratico, così come, nel centrodestra, il partito delle libertà, non potrà mai presupporre piena identità di valori al suo interno perché esso non sarà che il frutto della sintesi di culture diverse riguardo la concezione dell’uomo e il senso dell’esistenza. Su questioni come, ad esempio, il diritto alla vita, i limiti della ricerca scientifica, la dignità della famiglia o l’educazione religiosa, la cultura cattolica che si ispira alla dottrina sociale della Chiesa è molto distante dalla cultura laica in generale, sia socialista che liberale, poco importa se di destra o di sinistra. Tuttavia mi chiedo: è giusto che questa disomogeneità impedisca che si formino partiti sulla base di un comune programma di sviluppo della società? Il riferimento
al principio di solidarietà (nel centrosinistra) e al principio di libertà (nel centrodestra) è troppo poco? È giusto che i cattolici, che sono in realtà minoranza nel paese, si sottraggano al principio dell’alternanza e così diventino ago della bilancia, sempre al potere?
È giusto che, in un’epoca di qualunquismo dilagante, si rimanga attaccati a contrapposizioni ideologiche che ormai appartengono solo alla storia?
Io una risposta convinta non ce l’ho. Tuttavia mi sembra che, se rifiutiamo di unirci a chi, pur partendo da presupposti diversi, vuole costruire una società basata relazioni più eque, rimarremo sempre al palo di una politica ostaggio degli opposti estremismi e assurdamente cafona. Io auspico che il partito democratico nasca. E che nasca postulando illimitata libertà di coscienza sulle questioni etiche fondamentali; che sia progressista ma non solo nel senso del progresso economico, solidale verso chi ha meno ma non assistenzialista, disponibile a confrontarsi con i nuovi italiani ma senza dimenticarsi dell’identità dei vecchi italiani. Un partito possibilmente decentrato nei processi decisionali e, in provincia di Sondrio, poco strutturato, quasi un movimento. Ecco: almeno 5 movimenti mandamentali che fanno cultura politica, si mobilitano per le elezioni e dichiarano pubblicamente di aderire al partito democratico e di condividerne i progetti.

 
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