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Come evitare una fusione a freddo L'intervento di Giovanni Bettini
13/02/2007
Il teatro su cui si recita oggi la politica ha le sue crudezze e le sue inesorabilità. Con il sistema bipolare, con gli attuali sistemi di rappresentanza e con le caratteristiche di gran parte delle opinioni pubbliche, entro il centro-sinistra diviene indispensabile una ristrutturazione. Porsi l’obiettivo di erodere i populismi che alimentano il centrodestra e quindi puntare a verso il 40% dei consensi significa l’abbandono di utopiche idealità, recintandole al di fuori di un nuovo partito di massa. Entro questo pragmatismo è forse ineluttabile che il partito democratico debba nascere da quel ceto politico di vertice che già ha guazzato nella centralizzazione delle candidature alle ultime elezioni. Indubbiamente a Roma si concentrano nel centrosinistra grandi professionalità politiche, disposte su un arco che va dalla marpioneria all’intelligenza strategica. A quali condizioni i percorsi “di vertice” verso il partito democratico, possono assumere quel respiro culturale e sociale, oltre che politico, indispensabile alla nascita di una nuova formazione dotata di anima? Queste condizioni le vedo nel superamento della autoreferenzialità del ceto politico; nel superamento di quella atmosfera da Suk che ha caratterizzato la vicenda della Finanziaria, che ha evidenziato disorganicità, e per molti versi scollamento tra la realtà sociale e la politica politicante. E’ inoltre necessario che l’operazione non sia in funzione di organigrammi preingessati, o infarcita di manovre per far fuori un capo, o Tizio, o Caio. Un antidoto a queste distorsioni è certamente costituito da una “vitalità costituente” anche in periferia. In provincia di Sondrio il centrosinistra avvia questo percorso in una fase di forte ridimensionamento elettorale e di relazioni non facili tra DS e Margherita, che impongono una netta guarigione da personaggismi e l’inaugurazione di assidui confronti su come tradurre, entro le specifiche tematiche locali, una linea politica di alto profilo. Una serie di circostanze hanno fatto della nostra provincia una delle anomalie nazionali nelle quali il binomio Lega-Forza Italia è fortemente insediato. Nel benessere diffuso - e ben ammortizzato rispetto al serpeggiare di grandi contraddizioni – ha prosperato un populismo individualista difficile da erodere, anche perché dotato , al vertice, di un abile presidente della provincia e di alcuni astuti manovratori da non sottovalutare . L’avvicinamento locale al partito democratico deve avvenire riflettendo sulle possibilità di erodere questa formazione politico -sociale, non riducendosi a sperare soltanto in sue fratture interne. Ci si deve misurare con fattori culturali, non limitandosi a chi opportunisticamente liscia meglio il pelo ad una identità culturale sonnolenta e chiusa. Bensì curvandola invece verso strategie e progetti innovativi. Il partito democratico deve riuscire ad attrarre nella politica energie intellettuali fresche, senza temere soggetti vivaci, attivi, portatori di dissenso costruttivo, che da tempo stanno alla larga, gestendo totalmente altrove un ruolo riflessivo ed anche dirigente. Il partito democratico non deve riprodurre dentro di sé le ipocrisie partitiche verso questioni scomode (Livigno, certi ruoli di poteri forti, frantumazione sempre più assurda in settantotto comuni, dilapidazioni di spesa pubblica, ecc.). In fondo il partito democratico dovrebbe cominciare a fare il vero lavoro che la Costituzione affida alle formazioni politiche: far nascere, al di là delle indispensabili seduzioni elettoralistiche, una sfera pubblica, appunto, democratica. Significa rilancio della partecipazione dal basso, agire localmente in funzione di finalità generali. Che appaiono oggi più che mai evidenti anche sopra le macerie delle ideologie. Sia al centro che in periferia gli esercizi preparatori, che si sviluppano con incontri tematici fra le forze politiche attuali, dovrebbero essere aperti, tramite espliciti inviti, alle associazioni, ai cittadini, ben oltre quelli che si considerano di sicura acquisizione. Partito leggero o pesante?
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