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Lo esigono motivi ideali e pratici L'intervento di Mario Fransci
13/02/2007
Io vedo motivi a livello ideale e a livello pratico. Credo sia necessaria una casa comune per tutte le persone di buona volontà che vogliono uno stato che si poggi sulla giustizia sociale e sulla cooperazione, ma che non reprima la spinta individuale al miglioramento personale e al progresso. Uno stato dove esistano non privilegi, ma possibilità di crescita per tutti e riconoscimento dei meriti personali. Uno stato che difenda i suoi cittadini dagli abusi di chi crede di poter comperare tutto col denaro, ma permetta e aiuti uno sviluppo basato sulle leggi economiche del libero mercato. Uno stato che faccia pagare le tasse ma dia supporto agli anziani. Ai deboli e ai disagiati. Uno stato che tuteli i giovani perché non siano usati solo come risorsa economica a buon mercato e perennemente provvisoria, ma, allo stesso tempo, non permetta a nessuno di adagiarsi in diritti acquisiti senza contribuire in modo operoso al bene comune. Uno stato che metta al primo posto l’uomo, ma, proprio per questo, sia rispettosissimo del pensiero, dei sentimenti e delle necessità di ognuno. Uno stato dove si consideri come gente per bene chi lavora e paga le tasse ma anche chi dà lavoro e paga le tasse. Uno stato che si ricordi che di terra ce né una sola e che una volta rovinata siamo tutti rovinati. Il partito democratico deve nascere cioè per dare risposte ai problemi senza preoccuparsi di ideologie superate e idee preconcette. Il motivo pratico per sperare nella riuscita di questo progetto è la possibilità per queste (spero) tante persone di mantenere al governo i propri rappresentanti; perché, senza un unico soggetto politico forte, ciò sarà molto difficile in futuro. Come arrivarci? I partiti interessati potrebbero incaricare un certo numero di persone che si riuniscano in una assemblea costituente, fondino il partito e lo presentino. Un modo comunque vale l’altro, ci vuole molta flessibilità; mentre serve determinazione nell’ abbandonare i piccoli egoismi di partito e coraggio nel correre il rischio di perdere qualche pezzo. Ci saranno delle difficoltà? Certamente, e di ogni tipo, come è facile immaginare; ma, se chi ha creduto in questo progetto ha voglia di governare ancora, dovrà darsi da fare per superarle. Alle elezioni abbiamo dato loro la bicicletta, ora non possiamo far altro che incoraggiarli a pedalare fino al traguardo.
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