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Alcune riflessioni L'intervento di Carlo Ruina
13/02/2007
Non nascondo una valutazione di fondo complessivamente negativa rispetto al progetto di costruzione del Partito Democratico: temo, infatti, che questo vada a configurarsi come un partito di Centro, sul modello, piuttosto usurato, del Partito Democratico americano. Verrebbero così meno due valori che considero irrinunciabili per la Sinistra: l’idea della trasformazione sociale verso una società non basata sul profitto (Socialismo?) e quella di un “referente sociale” preciso e prioritario, di cui difendere gli interessi immediati e storici: il mondo del lavoro nelle sue varie articolazioni (Proletariato?). Nell’ambito di una valutazione meno “valoriale” e più politica non mi sfuggono, però, alcuni aspetti positivi: in primis quello di una “semplificazione” del Centro-Sinistra, che oggi presenta un quadro eccessivamente frammentato. La coagulazione di un’area che si definisce “riformista” potrebbe, per converso, favorire la crescita di un’area che definisco semplicemente “di Sinistra”, con un nuovo impulso al decollo del progetto della Sinistra Europea, a cui Rifondazione Comunista sta lavorando, insieme ad altri soggetti, a livello nazionale ed europeo. Molte sono le difficoltà che vedo sulla strada della costruzione del Partito Democratico e non solo legate alle culture politiche dei due soggetti principali, D.S. e Margherita. Palese è lo scontro politico all’interno dei Democratici di Sinistra, che porterà ad un congresso con candidature contrapposte. Un ulteriore ostacolo alla sintesi è poi la nascita, nella Margherita dei cosiddetti Teo-Dem; che sembrano disposti a seguire i Teo-Con dello schieramento di Destra nell’ossequio alle direttive delle alte gerarchie della Chiesa Cattolica, non certamente progressiste nei confronti dei Diritti Civili e della scienza. Ancora più difficile da risolvere è il problema dell’”ancoraggio” europeo del Partito Democratico: impossibile quello tra le file dei Popolari, nelle quali ha trovato casa Forza Italia; difficile quello tra i Socialisti, osteggiato dalla Margherita; poco proponibile una sorta di “isolazionismo “nazionale, se si crede veramente in una unità politica dell’Europa. Infine, per ultimo (ma non per importanza) lo scarso appeal che il progetto di Partito Democratico esercita sul popolo e sul corpo militante dei partiti di Centro-Sinistra, tanto da apparire più una operazione di vertice che qualcosa che suscita passione e mobilita nuove forze, E’ questa la sensazione che si percepisce anche a livello locale. Reputo comunque positivo che il Corriere della Valtellina apra un dibattito ampio su questo tema, un dibattito che esca dalle sedi dei partiti per verificare se il Partito Democratico può contare anche su “gambe” sociali sulle quali camminare.
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