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Sono favorevole ma attraverso passaggi più lunghi e condivisi L'intervento di Martina Simonini
13/02/2007
Declinare in una cartella cosa penso della costituzione del Partito Democratico, le modalità di costituzione, le difficoltà… non è un “compitino” semplice. Proverò quindi ad esporre esprimermi sinteticamente per schemi e domande. • Il Partito Democratico dovrebbe nascere dalla fusione di D.S. e D.L. Margherita. Tante cose ci uniscono, tante cose ci dividono, ma la fusione non è impossibile e dalle due culture/storie nascerebbe un grande partito, capace di contrastare efficacemente il progetto dell’On. Casini. • La percezione è che la base è disamorata rispetto al progetto del Partito Democratico e forse, al momento anche dell’attuale governo. Ha ragione l’on. Fassino quanto sostiene che l’azione e la capacità di comunicazione dell’attuale governo sarà determinante nel processo per la costituzione del Partito Democratico. • I tempi di elaborazione ed assimilazione dei nuovi progetti della classe dirigente/partiti e della Base sono diversi. E’ compito della classe dirigente farsi capire e far partecipare la base all’elaborazione dei processi, dei progetti, dei cambiamenti. Sulla scorta di questa considerazione, non sarebbe auspicabile all’interno del processo per la costituzione del P.D., programmare una sorta di referendum/sondaggio per scegliere i leaders e i passaggi da compiere? • Che tipo di Partito sogna la “Base” di centrosinistra? Azzardo delle ipotesi:• un partito “largo”. Non solo fatto di D.S. e D.L. Margherita, ma aperto anche ai Verdi, Italia dei Valori, Rosa nel Pugno ed altri. • Un partito legato al P.S.E. • Un partito laico… • Un partito rinnovato in gran parte della sua classe dirigente • Nella formazione del nuovo P.D. (D.S. e D.L. Margherita) non si può non prevedere qualche scissione sia da parte D.S. che da parte D.L. Margherita. E’ questo il pericolo maggiore, anche su questo conta l’On. Casini. • Si apre ora la fase dei congressi che dovrebbe portare alla costituzione del P.D., ma se il Partito Democratico nascesse soltanto dai congressi, non sarebbe “radicato” nella Base. Occorrerebbe, a mio modesto parere, procedere per gradi: • il Governo attuale deve lavorare maggiormente per dimostrare e comunicare la bontà delle proprie azioni: si tratta di un esercizio fondamentale. • Sarà necessario un periodo transitorio, con una fase “federativa” durante la quale, tra l’altro occorrerà • Modificare la legge elettorale, creare i presupposti per “svecchiare” la classe dirigente, coinvolgere la base dando il tempo a tutti di capire e metabolizzare il cambiamento… In estrema sintesi, sono favorevole al P.D. ma penso anche che questo possa concretizzarsi soltanto attraverso un processo più lungo e condiviso di quello che sembra profilarsi a giudicare dalle intenzioni e dalle esternazioni dei leaders dei D.S. e D.L. Margherita.
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