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LE NUOVE FONTI PER LA PRODUZIONE E L’UTILIZZO DELL’ENERGIA
Giuliano Zuccoli, presidente di AEM, ha tenuto uno stimolante incontro pubblico su un tema non solo di grande attualità, ma di stretta vicinanza al nostro vivere quotidiano: le nuove fonti per la produzione e l'utilizzo dell'energia.

22/12/2005

Il quadro introduttivo è stato un insieme di dati, di linee di tendenza, di previsioni certe basate sulla conoscenza scientifica che ci dice che il futuro, in campo energetico e non solo, non sta sulle ginocchia di Giove, ma sta nelle scelte che l'uomo affronta oggi. La parte occidentale del mondo, per il proprio sviluppo tecnologico, sta utilizzando molta più energia primaria che non la parte orientale, intendendo per energia primaria petrolio, carbone e gas. Il consumo mondiale di fonti energetiche primarie è stimato nel 2005 pari
a 12.000 MTEP (unità di misura che indica milioni di tonnellate di petrolio), raddoppiato rispetto al 1970. Tra il 1971 e il 2003 il carbone è diminuito in termini percentuali, il petrolio continua a rimanere la fonte primaria prevalente e il suo consumo continua a crescere, così
come è in continuo aumento il consumo di gas. L'ultimo decennio ha mostrato una decisa espansione percentuale dei consumi asiatici: nel 2003 l'Asia con la Cina ha rappresentato il 25% della richiesta mondiale. Chi governa oggi questi paesi, con alti tassi di crescita, ha la possibilità di governare in un tempo non lontano, il mondo. Se si passa a valutare la domanda di energia primaria, oggi nel mondo, si
constata come l'Asia, comprendente la Cina, pesi per più del 50% come popolazione mondiale ma utilizzi solo il 25% dell'energia
primaria prodotta attualmente. Anche nei paesi occidentali il consumo energetico pro capite è diverso: un cittadino USA consuma 7,8 Tep/a procapite, Francia e Germania 4,68, Italia e Spagna circa 3, l'Africa 0,66 e la Cina 1,10. Ci si chiede fino a quando è giusto che alcuni paesi possano godere di questi consumi e altri no. Consapevoli che, come tutte le situazioni profondamente ingiuste, avranno un termine.
L’INQUINAMENTO DA ANIDRIDE CARBONICA
Un altro aspetto forte, posto in evidenza dal presidente di AEM, è quello relativo alla produzione di anidride carbonica. La quantità di emissione di anidride carbonica nei prossimi anni sarà la discriminante o per un futuro progresso o per una tragica involuzione.
L'anidride carbonica è un gas che si ferma nell'atmosfera, lascia filtrare i raggi solari, ma impedisce all'energia termica prodotta
sulla terra di tornare nello spazio. Il famoso “effetto serra”. È un gas che viene emesso nelle trasformazioni energetiche: tutte le volte che si parte da una materia prima e la si trasforma in energia si produce anidride carbonica. Su questo punto si è fermato il cosiddetto protocollo di Kioto che ha impegnato i governi del mondo a far si che la sua produzione venga contenuta entro certi limiti. Dunque i grandi paesi produttori di energia sono anche i grandi produttori di questo gas letale, dunque i grandi inquinatori.
PREVISIONI AL 2030
Il 2030 non è un tempo lontanissimo è ciò che oggi stiamo preparando. L'incremento di energia primaria necessaria al fabbisogno mondiale che oggi è di 12.000 Mtep, sarà di circa 17.000 Mtep calcolando in 8 miliardi la popolazione mondiale, con un incremento del 50%, addirittura del 60 rispetto ai dati del 2003. Di questo incremento l'80% sarà coperto dai combustibili fossili con relativo forte incremento dell'anidride carbonica immessa nell'atmosfera. Tra i combustibili fossili il petrolio rimarrà la maggior fonte energetica primaria, passando dagli attuali 85 milioni di barili al giorno a 115 milioni di barili/giorno mentre il gas naturale aumenterà del 75% rispetto al 2003. Nei paesi occidentali l'energia primaria media non varierà di molto, mentre nei paesi asiatici e nei paesi in via di sviluppo, URSS, Africa, America Latina, si prevede un raddoppio dei consumi di energia primaria.
COME FRONTEGGIARE TALE SITUAZIONE E RELATIVE PREOCCUPAZIONI
Se ai previsti incrementi di popolazione e alle conseguenti esigenze di energia primaria, si aggiunge che il terrorismo fondamentalista
e l'energia primaria si incontrano e si sposano geograficamente nella stessa parte della terra, dove peraltro si registra una precaria stabilità
politica dei paesi detentori dei maggiori giacimenti di risorse energetiche, si comprende come il rischio della debolezza che deriva
da un'azione mirata ad utilizzare l'energia per far pressioni religiose o politiche debba essere considerato il problema fondamentale del nostro modo di operare. La debolezza del sistema occidentale è proprio questa, che le fonti di energia primaria sono localizzate in poche zone della terra: il petrolio nei paesi arabi, il gas nell'ex unione sovietica. Ciò comporta per noi alcune precise scelte:
• l'aumento dell'efficienza negli usi finali contenendo gli sprechi riassumibile nella raccomandazione “quando uscite, prima di chiudere
la porta, spegnete le luci”.
• un grande investimento nel potenziamento tecnologico
• il coraggio e la determinazione di dire che occorre trovare fonti diverse dal solito petrolio o dal solito carbone, diversificando le fonti
energetiche: nucleare e idrogeno
• l'incremento dell'efficienza nella produzione di energia attraverso i cicli combinati, la cogenerazione e le pompe di calore
CHE COSA FA AEM SPA
AEM spa, dopo l'acquisto di EDISON è il secondo produttore nazionale di energia dopo ENEL. Aem ha messo in campo alcune iniziative che possono semplicemente essere ricordate.
• Una è quella della centrale di Cassano D'Adda dove, con notevoli investimenti tecnologici e finanziari, si è lavorato sull'efficienza del miglioramento degli impianti. Con la stessa quantità di energia primaria (gas metano) prima si produceva il 39% di energia elettrica, ora siamo al 55%
• L'altra è quella della città di Milano. Un'iniziativa cui AEM tiene molto perché denota la capacità creativa e tecnologica del nostro settore. In parole semplici è stato attivato un meccanismo per cui si prende dall'acqua, che sta sotto la città di Milano a circa 15°, l'energia
termica in essa contenuta e la si porta a 90° utilizzandola per riscaldare le case. Esempio classico di energia pulita, non inquinante. Esperienza mutuata dai paesi nordici dove il problema del riscaldamento è più forte e la percezione del valore dell'ambiente più sentito.
Ci sembra un segnale importante di come si possano dare risposte serie, concrete e tecnologicamente valide a problemi reali.
• Un altro aspetto riguarda la cogenerazione. In ogni ciclo di trasformazione dell'energia primaria, per legge di natura, c'è una certa quota che va sprecata. Occorre attrezzarsi tecnologicamente per recuperare queste perdite dei cicli termodinamici per fare altre cose. È attraverso il processo chiamato cogenerazione che noi possiamo recuperare questa energia che va dispersa e usarla ad esempio per produrre riscaldamento. Il progetto integrato per la città di Milano deve essere esteso, AEM vi sta investendo molto sia perché ci crede, sia perché lo ritiene doveroso.
IL NUCLEARE
Oggi le nuove sfide, i nuovi problemi richiedono comportamenti diversi. Ad esempio poter disporre dell'auto elettrica sarebbe un forte fattore di abbattimento dell'inquinamento. Ma, realisticamente, nessuna grande azienda automobilistica, poche nel mondo ma potentissime, deciderà di investire e quindi di perdere migliaia di miliardi per trasformare cicli di produzione del motore a scoppio in cicli a energia elettrica. Fallirebbe. Oggi l'interesse economico è talmente forte che non lascia spazio all'innovazione. A giudizio di Zuccoli
solo un movimento d'opinione diffuso può spingere i governi a portare il problema dell'energia al primo posto nell'agenda dei problemi. Inoltre si deve anche riflettere sulla nostra uscita dal sistema nucleare avvenuta con il referendum del ‘74. Intanto non c'è stata e non ci
sarà per almeno 30 o 40 anni la cosiddetta “fusione fredda”, e noi siamo l’unico paese al mondo, sottolineo al mondo, a non avere centrali nucleari. O siamo glia unici eletti o... So che la parola nucleare fa paura, richiama gli avvenimenti drammatici della 2° guerra mondiale, a
non si può giocare sulla non conoscenza. Oggi tutte le centrali esistenti al mondo stanno arrivando a fine vita e noi, fortunati, abbiamo l'opportunità, nel momento in cui tutti gli altri operatori vengano azzerati, noi che allora siamo rimasti fuori, possiamo rientrare con una tecnologia più moderna, più al passo con i tempi. Ciascuno di noi deve avere coscienza di questi processi, perché anche partendo
dal piccolo si può provocare un movimento di sollecitazione più vasto. Oggi è l'indifferenza ai grandi problemi, la peggior negligenza e la più ingovernabile incognita per il nostro futuro.

 
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