|
LA VICENDA DI SONDALO NON SI PUÒ PERDERE DUE VOLTE: DENARO E AMBIENTE Luigi Grassi Mariagreca Colamartino Guglielmo Pellegatta *Esponenti della Margherita di Sondalo e Amministratori Comunali
22/12/2005
Rilasciata, in data marzo 2005, dalla Regione Lombardia un'altra concessione di sfruttamento di un “grande salto”( 3.000 Kwh) a scopo idroelettrico nel Comune di Sondalo sul Torrente Rezzalasco. L'assalto ai torrenti valtellinese continua indisturbato! A Sondalo si è scatenata una bufera tra chi accusa il Comune di non aver adottato tutti gli strumenti necessari per scongiurare la concessione ( vi sono state due delibere contrarie della Giunta Comunale una del Direttivo della Comunità Montana e una della Giunta Provinciale) e chi accusa il Comune di un mancato ricorso al TAR e ancora chi, disposto a sostenere l'amministrazione, consiglia di ostacolare la realizzazione con ogni mezzo. Intanto, proprio in questi giorni, una Conferenza di Servizi ha definitivamente fatto svanire le speranze del Comune di Castione Andevenno di impedire la realizzazione di un'altra centralina. Dopo anni di lunghe battaglie legali tra ricorsi al TAR e al Tribunale Superiore delle Acque il Comune soccombe ma la cosa che più lascia interdetti è che la Società titolare della concessione ha chiesto un risarcimento danni di euro 6.000.000,00 per il mancato guadagno dovuto ai ritardi “pretestuosi” del Comune. La Società infatti vanta sull'opera il Decreto di Pubblica Utilità, Indifferibilità ed Urgenza. Quest'ultima vicenda dovrebbe indurre sia i partiti politici sia gli amministratori a fare qualche considerazione in più. Il triste dato da cui dobbiamo partire è che i Comuni sono soli e disarmati e confidare in quest'ultimi e nelle loro risorse quali baluardi delle difesa del nostro territorio non basta più. Se dopo le dure battaglie legali il Comune di Castione fosse anche chiamato a risarcire la Società chi provvederà a pagare questi quattrini? Oggi a Sondalo viviamo un dilemma pesantissimo perché il Legale incaricato dal Comune ha confermato che non ci sono appigli legali per ostacolare la realizzazione della centralina. Una perizia geologica di parte sfavorevole sul versante (dovrebbe arrivare a giorni) dovrebbe comunque contrapporsi agli studi fatti, in sede di istruttoria, dalla Direzione Generale dei Lavori Pubblici della Regione Lombardia. Questi studi sostengono che l'opera di presa dovrà essere interessata da molteplici interventi di messa in sicurezza ma concludono che non ci sono elementi aprioristicamente ostativi. Se aggiungiamo poi i lavori di consolidamento a cura della Provincia che si stanno realizzando sul fronte frana con i fondi della legge 102/90 le motivazioni per formulare un parere sfavorevole in Conferenza dei Servizi diventano sempre più ardue. Ma quand'anche il Comune esprimesse parere negativo cosa faranno gli altri Enti chiamati in causa? ( si ricordi che in Conferenza dei Servizi si esprimono pareri tecnici formulati solo dai funzionari degli Enti coinvolti) Spesso in questi casi il Sindaco e la Giunta del Comune coinvolto si vedono costretti a gestire un problema enorme con la certezza/consapevolezza che qualsiasi azione intraprendano saranno inchiodati a giudizi di futura memoria. A Sondalo sentiamo il fiato sul collo dei nostri cittadini che, seppur in buona fede, ci chiedono di ostacolare questa Società. Certamente sarebbe più semplice giocare il ruolo di chi grida all'ingiustizia, va in piazza a difendere il proprio territorio e si guadagna, nell'immediato, la stima e la fiducia dei suoi concittadini. Siamo convinti tuttavia che l'amministratore, se svolge il proprio ruolo con serietà, non può dare solo e sempre ascolto agli umori dei cittadini ma riflette e prende posizioni che guardano lontano nel bene di tutti anche se nell'immediato sono più le critiche che i consensi. Può un Sindaco andare contro le Leggi? Può un Sindaco usare i propri poteri in modo strumentale ed irrazionale? E se lo fa, chi si assume le responsabilità delle conseguenze? Così ci domandiamo: e se invece fosse possibile mettersi attorno ad un tavolo e condurre una ragionevole trattativa? Se fosse possibile accordarsi sul tipo di intervento così da mitigare i danni che l'opera produce dal punto di vista ambientale e spuntare una somma considerevole in denaro od in energia per il comune? Quale sarebbe la strada migliore? La battaglia o la trattativa? Dopo aver siglato l'obiettivo fondamentale del protocollo di Kyoto di ridurre progressivamente le emissioni di gas in atmosfera sostituendo i combustibili fossili con fonti di energia pulita, in Italia si è imposta, purtroppo, quasi esclusivamente la valorizzazione dell'energia idroelettrica che, successivamente al Decreto Legge sulla liberalizzazione del mercato idroelettrico, ha innescato una massiccia richiesta di sfruttamento dei corsi d'acqua. L'uso dell'acqua quale fonte rinnovabile per la produzione di energia necessita di impianti che sfruttino i notevoli salti d'acqua quindi è evidente che la Valtellina non poteva rimanere indenne. E' talmente evidente che se al quadro normativo non verranno apportati alcuni correttivi di salvaguardia non ci sarà molta speranza di impedire la realizzazione di queste centraline! Gli amministratori ed i partiti politici valtellinesi e valchiavennaschi hanno un compito alquanto arduo e lungo. Da una parte sarà necessario che si faccia un'azione di sensibilizzazione in Regione Lombardia stessa affinché si comprenda che è assurdo “vendere” la Valtellina come isola felice e turistica quando quotidianamente il suo territorio viene saccheggiato. E' fondamentale che si comprenda come gli sforzi fatti, anche dalla Regione Lombardia, per rilanciare e riqualificare il territorio montano sono vani se contestualmente si mortifica l'ambiente con continui prelievi di acqua dai letti dei fiumi e dei torrenti. Se le 80 domande di concessione presenti sul nostro territorio si concludessero come a Castione, se i Comuni interessati gestissero in autonomia le proprie battaglie e le perdessero, con conseguenze anche pecuniarie, avremo tutti insieme, perso due volte! Non saremmo riusciti a salvaguardare il territorio e non saremmo nemmeno riusciti a far sì che gli speculatori di turno “pagassero il giusto dazio”. Penso che sia importante che ognuno per il suo ruolo cominci ad interrogarsi, cominci ad aprire gli occhi e pensare che non si possa sempre e solo giocare in difesa. Guardiamo a questi problemi con uno spirito diverso ed aiutiamo i Sindaci! Intanto non lasciandoli soli carichi di responsabilità e di incertezze eppoi non costringendoli a prendere singolarmente le decisioni che spesso sono il frutto dell'emotività. Ci auguriamo che il Centro Sinistra si faccia promotore di una dialettica, in tal senso, anche fra i partiti del centro Destra e dei movimenti ambientalisti.
|
|