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Chiare, sempre fresche e lucrosissime acque La gestione del servizio idrico integrato, prevista dalla Legge Galli del ’94 e da successivi provvedimenti regionali, è uno dei problemi urgenti su cui l’Amministrazione Provinciale deve esprimersi.
02/11/2005
Come è noto la “Legge Galli del 1994, recante “disposizioni in materia di risorse idriche”, ha dato il via alla riforma dell'organizzazione territoriale del servizio idrico integrato, cioè la riforma della erogazione dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione. Da allora, si parla della nuova disciplina in materia di risorse idriche, come previsto dalla Legge nazionale n. 36/94 e da una serie di successive disposizioni regionali. In altre parole, si dibatte circa le opportunità e le modalità dell'applicazione della Legge Galli nel territorio della Provincia di Sondrio, soprattutto in ordine alla riorganizzazione sulla base di ambiti territoriali ottimali (A.T.O.), la cui delimitazione è rimessa alla competenza delle Regione, per superare la frammentarietà e soprattutto nell'intento di conseguire economie di scala e di integrazione dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione. La struttura giuridica dei soggetti che devono gestire l'A.T.O. deve essere rispettosa e conforme alle prescrizioni legislative e cioè nelle forme di convenzioni e consorzi. Ciò premesso, all'interno del quadro normativo, qual’è la situazione nella nostra realtà provinciale? Vediamo di fissare alcuni aspetti principali. AMMINISTRAZIONE DIOLI L'Amministrazione Provinciale, allora guidata da Enrico Dioli, per prima, aveva dovuto confrontarsi con la forte riforma della Legge Galli, che ha modificato in materia incisiva tutto il sistema del servizio idrico integrato. E da subito si era confrontata con l'orientamento della Regione di creare un unico A.T.O. di livello regionale. E il confronto fu vinto dalla nostra Provincia, tant'è che riuscì ad ottenere la coincidenza dell'ambito territoriale ottimale con i nostri confini provinciali. AMMINISTRAZIONE TARABINI In data 4 maggio 2004 l'allora Presidente Tarabini inviava una nota ai Comuni in cui tra l'altro riferiva che “la stragrande maggioranza dei Comuni si era espressa per il mantenimento delle gestioni in economia”. Infatti le ripetute assemblee dei Sindaci andavano deserte per mancanza di numero legale. I piccoli Comuni avevano aderito al referendum promosso per abolire l’A.T.O. e mirato, in particolare, alla possibilità di mantenere la gestione in economia del complesso dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua per usi civili, di fognatura e depurazione delle acque reflue. AMMINISTRAZIONE PROVERA Durante il mese di maggio del 2005, la nuova Amministrazione Provinciale organizzava ad una serie di incontri di livello mandamentale per approfondire i temi legati alla costituzione dell'Autorità d'Ambito, alla luce anche dell'ultima legge regionale del dicembre 2003. In quella sede la discussione verteva soprattutto sulla veste giuridica da dare al gestore del pacchetto risorse idriche: convenzione o consorzi, così come sancito dagli articoli 30 e 31 del D.lgs. n. 267/2000. Da allora i Comuni sono in attesa di essere convocati in una apposita assemblea provinciale per dibattere la proposta definitiva dell'Ente Provincia in ordine ai problemi ancora aperti, posto che tassativamente entro il 31.12.2006 l'intera questione deve trovare un'adeguata risposta. Delle problematiche ancora da risolvere si ricordano le seguenti. GESTIONE La gestione del servizio idrico integrato può essere svolta secondo le seguenti tipologie: • mediante concessione a terzi, quando sussistono ragioni tecniche, economiche e di opportunità sociale; • a mezzo di azienda speciale, anche per la gestione di più servizi di rilevanza economica ed imprenditoriale; • a mezzo di società per azioni o a responsabilità limitata a prevalente capitale pubblico locale costituite o partecipate dall'ente titolare del pubblico servizio, qualora sia opportuna in relazione alla natura o all'ambito territoriale del servizio la partecipazione di più soggetti pubblici o privati. Ma cosa pensa in proposito l'attuale Amministrazione Provinciale? L'orientamento, che si sente nei corridoi dell'Ente responsabile del coordinamento (la Provincia) è quello di affidare, alle seguenti Società, la gestione dei Servizi di cui abbiamo parlato: • il sub-ambito, che interessa i Comuni da Livigno a Sondrio compreso, alla Società SECAM Spa; • il sub-ambito, che interessa i Comuni da Madesimo a Sondrio escluso, alla Società ISE Spa. Sembra che comunque siano in corso opportune verifiche, perchè non è facile quadrare il cerchio di interessi polico-istituzionali ed economici diversi, se non contrastanti legati alla partita. Ci chiediamo, noi semplici mortali, perchè non si voglia seguire la via più semplice e naturale, cioè quella di individuare, all'interno del nostro A.T.O., dei sub-ambiti coincidenti con il territorio delle Comunità Montane, le quali potrebbero, anzi dovrebbero costituire ex-novo una Società di capitali interamente partecipata dagli Enti locali medesimi, alle quali la Provincia affidi la gestione del servizio idrico integrato. NEL FRATTEMPO I COMUNI COSA FANNO? In attesa che l'A.T.O. e la sua gestione decollino, i nostri Comuni devono comunque provvedere alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle reti distributive delle acque, di quelle fognarie e quant'altro, anche se la tentazione sarebbe quella di “stringere i denti” e quindi di far fronte solo all'emergenza (frequente negli ultimi anni, a causa della siccità), come detterebbero le esigenze di bilancio, da un lato, con la speranza di “scaricare” al fattore A.T.O. gli impianti, così come sono, e le polemiche della gente dall'altro. Nel frattempo la Regione ha congelato i finanziamenti, in attesa dell'avvento dell'A.T.O. Così è, per cui i Comuni continuano a “caricarsi di legna verde”, a causa di mutui che devono necessariamente contrarre, al fine di mantenere correttamente la gestione delle acque, sapendo bene che sulla stampa si finisce per un batterio e non per i consistenti sforzi e interventi che vengono effettuati nel settore idrico. UNA PROPOSTA C'è ancora un pò di spazio, almeno si pensa, perché si approfondisca ulteriormente “l'ipotesi A.T.O.”, dal coordinamento alla sua gestione per sub-ambiti, costituendo un Comitato (Sindaci di Mandamento e Presidente delle Comunità Montane coordinate dell'Amministrazione Provinciale), e si valuti in tempi stretti la documentazione fin qui prodotta (dalla elaborazione tecnica dell'apposito Comitato costituito a suo tempo dall'Amministrazione Provinciale, alla perizia condotta per conto delle Comunità Montane dal Prof. Franzetti), al fine di formulare una proposta che valuti il piano degli investimenti della rete idrica, il costo dei canoni del servizio integrato e, non ultimo, il coinvolgimento dei Comuni, sia dal punto dell'intervento diretto, sia da quello fidejussorio. Infine, non è certo trascurabile l'esigenza di conoscere, da parte dei Comuni e dei propri dipendenti, modalità e tempi del passaggio del personale attualmente addetto ai servizi che dovranno essere trasferiti all'Autorità di Bacino. Il presidente di ISE Spa è Patrizio Del Nero, sindaco di Albaredo, presidente del Consiglio Provinciale, attualmente in quota leghista. Il Presidente di SECAM è Gildo De Gianni, di fatto sindaco di Dubino, di fatto Presidente della Provincia, di diritto e di fatto presidente di SECAM, leghista doc. Tutto ciò non è un po’ inquietante? Nessuno ha nulla da dire?
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