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 Approfondimento
I tre si della Margherita
Si all'Unione e alla leadership di Prodi, Si alla Federazione, Si alla Margherita

10/06/2005

Vorrei continuare il mio ragionamento iniziato sul numero scorso del giornale, per chiarire alcune accuse fatte alla Margherita in questi giorni e per dimostrare che la Margherita non ha proprio mollato l'Ulivo, conscia della “domanda di “Ulivo” diffusa soprattutto al nord del Paese. Qualcuno ha avanzato dei sospetti di un’operazione neocentrista da parte di Rutelli, dopo un incontro con Mastella. E’ bene chiarire che Marini e Vannino Chiti - della segreteria DS - a febbraio hanno incontrato Mastella su ordine di Prodi e il risultato è stato che Mastella è rimasto nel centro-sinistra. Questa è la verità. A mio giudizio per rilanciare la federazione dell'Ulivo, come tutti vogliono, occorre sia un progetto politico che un’educazione politica. E per educazione politica intendo un concreto modo di comportarsi, un parlarsi spesso e correttamente sui problemi, comuni e non come spesso accade una critica costante e, sui problemi andare ognuno per conto proprio. Mi chiedo, ad esempio, che senso ha lanciare, in questo momento, a livello provinciale la proposta di formare un partito unico del centro sinistra quando questa ipotesi è già stata accantonata a Roma, e senza avvertire i partiti alleati. Non è Dioli che frena in questo caso, è che proprio non ci sono le condizioni politiche e di opportunità per una simile operazione. Mettere i cittadini nella condizione di poter esprimere un voto unitario nell'uninominale - che copre, qualcuno mi ha detto, più dell'85% dei seggi - e un voto di appartenenza o di distinzione in una piccola quota di proporzionale, a me sembra semplicemente ragionevole e finalizzato al raggiungimento del miglior risultato elettorale. Per noi la Federazione è l'ambito vero dove ci si contamina, dove si creano le condizioni perché chi verrà dopo di noi, forse meno segnato da storie di appartenenza, possa trovare la situazione ideale e logica per far politica unitariamente. Una fusione a freddo, ora, dall'alto, non può che produrre un soggetto senza cuore e senza gambe, mentre la contaminazione, l’unione non può che partire dal basso, dagli iscritti, dai militanti, dal corpo elettorale. Quando poi, qualcuno dice di non voler militare e appartenere ai partiti che pure costituiscono l'Ulivo, ma di essere ulivista tout-court - perchè simpatizzante dei movimenti, pur nel rispetto delle loro posizioni - mi viene da dire che i movimenti hanno continuità per così dire, stagionali, su particolari problemi, mentre chi opera nei partiti vive una continuità storica che chiede un modo di essere stabile, quotidiano. La posizione assunta dalla maggioranza della Margherita lo scorso 20 maggio, ha rafforzato Rutelli e la Margherita, ricollocandola in una posizione centrale che, non da oggi, ad esempio D’Alema cerca di indicare ai Diesse e che è oggetto di intenso dibattito interno tra gli stessi diessini. La Margherita è un soggetto politico stabilmente di centro-sinistra e i democratici di sinistra sono un partito stabilmente di sinistra. O sbaglio? Che storia è mai questa della competizione tra Margherita e DS? A mio avviso la Margherita dovrà lavorare su quell'elettorato di centro deluso da Berlusconi e i Diesse sul miglior recupero possibile dei disagi e delle disaffezioni presenti nella articolata sinistra del nostro Paese. Questo è il nostro ruolo. Facendolo bene non solo ci rafforziamo ma facciamo vincere nel Paese il centro-sinistra. Prodi ha capito, secondo me, che non era suicida la posizione della Margherita ma semmai la forzatura ad oltranza di alcuni suoi fedelissimi. Prodi, come capo di una coalizione così articolata, non deve, a mio giudizio, affidarsi totalmente a un gruppo di fedeli. I partiti e le alleanze non sono chiese. Perciò proprio alla luce anche degli ultimi fatti ribadisco i 3 SI che la Margherita ha enunciato e sta concretamente praticando. • SI ALL'UNIONE E ALLA LEADER SHIP DI PRODI, da rendere ancora più forte con le primarie serie, se lui le vuole. Che non siano una carrellata di personaggi. Primarie che siano legate a quelle 3 o 4 scelte strategiche di programma non mediabili con niente e nessuno e che costituiscano il nucleo politico del progetto per i prossimi 5 anni. Se l'Unione è l'alleanza elettorale che ci dovrà consentire di vincere, occorre iniziare da subito la presentazione e la pratica sul territorio, per renderla più coesa, per farla conoscere alla gente. • SI ALLA FEDERAZIONE - La Margherita non demorde. La Federazione dell'Ulivo è il luogo dove si fanno i primi passi per mettere insieme culture e storie diverse, mezzo che consente, stando insieme, la costruzione dell'unità. La Margherita non abbandona di certo la Federazione. • SI ALLA MARGHERITA - Partito che già ha raccolto storie diverse, con i suoi problemi e i suoi travagli. Dovremo far capire agli elettori che quello della Margherita è stato in realtà un atto schietto e leale verso il progetto originario dell'Ulivo come soggetto politico nuovo e anche come via al partito democratico enunciato da Rutelli all'assemblea nazionale, a differenza dell'ulivismo di altri partiti che spesso utilizza il marchio dell'Ulivo applicandolo alla centralità del proprio partito. Ma ora, mi sembra che si stia tornando alla normalità. La Margherita e Diesse sono due partiti del centrosinistra con punti di convergenza e altri di divergenza, che si rivolgono in parte allo stesso elettorato, in parte a elettorati diversi. Non ci sono sbarramenti. Anche se mi pare ragionevole pensare a come può fare un elettore allevato a pane e anticomunismo, pur deluso da Berlusconi, a votare subito Diesse. Intendiamoci se ciò accade va benissimo, ma occorrerà gradualità. La verità è che le formule salvifiche non funzionano in politica e per prendere i voti bisogna capire e assumere anche le paure della gente. Ad esempio che cosa pensa la sinistra di un Cofferati che ha detto, senza mezze misure, che la solidarietà deve stare dentro la legalità, che la legalità è al primo posto se non si vuol passare per giustificatori del crimine, regalando alla destra la difesa del cittadino e della sua sicurezza. Io l'ho molto apprezzato.

Enrico Dioli

 
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