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Montagna in Valtellina si pronuncia sulle centraline La posizione dell'amministrazione comunale di Montagna in Valtellina sulle centraline idroelettriche
12/05/2005
L'Amministrazione Comunale di Montagna non è pregiudizialmente contraria alla realizzazione di Centraline idroelettriche ed allo sfruttamento dei cosiddetti "piccoli salti"; riteniamo tuttavia che non sempre, per oggettivi problemi e vincoli ambientali (vedi Val Masino), tali impianti possano essere realizzati e, a tal proposito, il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) dovrebbe costituire, se e quando approvato, un decisivo strumento per la definizione delle aree dove la tutela di corpi idrici (laghi, valgelli, torrenti, cascate, ecc.) rende impossibile lo sfruttamento idroelettrico. Laddove gli impianti possono essere realizzati ed in considerazione del fatto che l'acqua è un bene di tutti, siamo assolutamente convinti che condizione indispensabile perchè ciò avvenga è il diretto coinvolgimento dell'Ente Locale (Amministrazioni Comunali, Comunità Montane, ecc.), che dovrebbe, a nostro avviso, richiedere direttamente la concessione e detenere la quota di maggioranza della società costituita per la vendita dell'energia. Non siamo certo contrari al coinvolgimento anche di soggetti privati o alla stipula di convenzioni pubblico/privato; la gestione tecnico-amministrativa diretta da parte dell'Ente grantirebbe però il rispetto dei DMV (deflussi minini vitali) e, ad esempio, l'eventuale fermo dell'impianto durante i periodi di scarsità d'acqua, tutelando la qualità del corpo idrico. Gli introiti derivanti da tale attività, oltre a fornire un considerevole aiuto economico alle Amministrazioni, potrebbero poi essere, per una quota parte, reinvestiti in opere di tutela e salvaguardia del territorio montano. Siamo infine assolutamente favorevoli (progetto già inserito nel piano triennale opere pubbliche di Montagna e perseguito con forza anche dalla Comunità Montana Valtellina di Sondrio) alla realizzazione di impianti idroelettrici sulle reti acquedottistiche comunali (la vicina Confederazione Elvetica ha una lunga tradizione in merito, con circa 100 nuove centrali costruite dal 1990 per 60 milioni di kWh annui prodotti). Tali impianti hanno impatto ambientale minimo, sfruttano acqua già utilizzata per altri scopi (energia ecologica), consentono, in parallelo alla loro realizzazione, l’eventuale potenziamento delle reti esistenti e garantiscono, grazie ai "certificati verdi" (titolo annuale che il GRTN attribuisce e che attesta per 8 anni la produzione di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e assimilate) un rapido ammortamento del loro costo nel periodo di pay – back con conseguente introito per le casse comunali in una fase di riduzione dei trasferimenti statali"
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