|
Il Programma del Centro-Sinistra per la Comunità Montana della Valchiavenna I passaggi più significativi del Programma
30/11/2004
Ancora nessuna maggioranza per la Comunità Montana della Valchiavenna. La nuova assemblea, convocata mercoledì 24 novembre, non si neppure costituita per mancanza del numero legale. Intanto alcuni consiglieri del centrosinistra hanno elaborato un programma che è stato proposto alla discussione di tutti gli interessati. Ecco i passaggi più significativi.
ECONOMIA E LAVORO
La Comunità Montana deve svolgere un ruolo di programmazione e coordinamento del settore turismo in tutta la Valchiavenna, nella consapevolezza della sua importanza per l'intera economia locale. A questo proposito bisogna evitare la politica delle deleghe in bianco. Cioè, se da una parte sono da condividere le forme di collaborazione gli con altri enti pubblici e privati, dall'altra l'ente comprensoriale deve sottoporre le proprie erogazioni a precisi vincoli di compatibilità e rispetto ambientale. Esemplificando, è giusto che Medesimo ottenga aiuti per investimenti, ma tali aiuti vanno subordinati all'attuazione di un piano regolatore in grado di fermare la moria di alberghi nella più importante località turistica della Valchiavenna. Inoltre sono maturi i tempi per ricontrattare le modalità di presenza delle società idroelettriche sul territorio. Vanno ridiscussi i termini del ritorno economico locale, dell'impatto ambientale e delle garanzie di sicurezza.
AMBIENTE
La Comunità Montana si deve impegnare ad inserire nei capitolati d'appalto delle opere pubbliche in montagna (dagli interventi di sistemazione idrogeologica alle strade e piste forestali) criteri di bioingegneria. Inoltre è opportuno che si esperimentino anche in Valchiavenna, sull'esempio di altre aree alpine, esperienze di presidi montani, quali volani per lo sviluppo di attività economiche in montagna, e consorzi per lo sfruttamento delle foreste. Sul capitolo delle politiche contro l'inquinamento, bisogna predisporre un piano per la ridislocazione delle linee elettriche ad alta tensione e va richiesta un'indagine epidemiologica sui danni provocati dal cromo esavalente dell'ex Falck. Quanto al servizio idrico integrato, esso deve essere portato sotto il controllo dei comuni, ad esempio istituendo una società di servizi intercomunale.
CULTURA
In passato la cultura è stata vista spesso come ancella al servizio della promozione turistica della valle. Invece la cultura rappresenta un valore in sé, le cui positive ricadute sul piano turistico ed economico devono essere considerate secondarie e incidentali. Dunque la Comunità Montana deve da una lato incoraggiare il naturale bisogno di cultura della gente, dall'altro approntare liberi spazi di condivisione e discussione. A cominciare dalla biblioteca, luogo privilegiato di confronto e crescita culturale. La precedente amministrazione ha poi condotto un ambizioso programma di acquisizione di immobili, soprattutto entro le mura di Chiavenna. E' ora opportuno decidere che cosa farne, per evitare il rischio di mantenere vere e proprie cattedrali nel deserto. Riguardo alla gestione del convento dei Cappuccini, vanno immediatamente riattivati i contatti con il comune di Chiavenna, la provincia, le associazione di categoria e le università. Il crotto Caurga deve diventare sede base del museo di valle e non solo contenitore di strutture virtuali. Per la destinazione dell'ex birrificio e istituto Immacolata, non ancora chiara, va avviata una consultazione con tutti gli enti interessati.
SERVIZI SOCIALI
La Comunità Montana deve ribadire a ogni livello la propria opposizione ad eventuali ipotesi di smantellamento o riduzione dell'ospedale di Chiavenna. Deve inoltre tornare a svolgere la funzione di ente gestore dei servizi sociali, impegnandosi a mantenere il servizio ADI, ad adottare un protocollo per l'erogazione dei voucher e, tra il resto, a dare risposta alle varie situazioni di disagio che non rientrano nel CSE.
VIABILITÀ
La Comunità Montana deve sollecitare il rilancio della tratta ferroviaria Colico - Chiavenna e, per quanto di sua competenza, la riqualificazione della statale 36. Particolare attenzione va inoltre dedicata alla possibilità di realizzare un traforo verso la Mesolcina e il traforo sommitale dello Spluga.
Sergio Gallegioni
|
|