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Un ordine del giorno indirizzato alla Regione Lombardia
Votato per sbaglio dalla maggioranza, subito ripresa da Provera, che immediatamente rivota come vuole il Presidente

11/06/2007

Questo argomento trattato nel Consiglio Provinciale ha avuto una fase preparatoria nella conferenza dei capigruppo che avevano dato mandato al presidente del consiglio, Patrizio Del Nero, per la predisposizione di una bozza di discussione.
Due riunioni della conferenza non sono state sufficienti per definire una proposta unanime.
L’impegno per un terzo incontro non è stato rispettato. La maggioranza ha presentato di fatto la proposta originaria, senza recepire alcuna proposta di modifica.
Ho promosso in Consiglio un ulteriore tentativo di accordo con la riproposizione riveduta dell’emendamento proposto dal consigliere Eugenio Tarabini che, oggettivamente, contribuiva a motivare più adeguatamente, sia da un punto di vista giuridico-legislativo che politico, le richieste contenute nell’ordine dl giorno.
Chiusura netta da parte della maggioranza. In realtà i consiglieri avevano votato a favore dell’emendamento.
Avevano avuto un momento sbandamento. Richiamati subitamente all’ordine da Provera, si sono accorti gli “sventurati” e il Presidente del Consiglio attribuisce subito i voti favorevoli a un inceppamento del sistema elettronico di votazione, annullando la stessa e passando ai voti per alzata di mano. Roba da ridere. E abbiamo riso. Ma i problemi sono seri. Questa maggioranza, il Presidente Provera, cerca strumentali coinvolgimenti, ma contenutisticamente e proceduralmente il marchio deve essere sempre e solo il suo. Allora vengono vuoti concetti di federalismo e pavide richieste di poteri di autogoverno.
E’ proprio difficile capire questo fenomeno Lega. E’ certo che i meccanismi del potere li hanno appresi bene e li usano con disinvoltura. Intanto il manovratore regionale, Formigoni, è meglio non disturbarlo troppo. Dagli incisi della discussione in Consiglio ho colto che la mozione sulla rivendicazione del Demanio Idrico, approvata all’unanimità, e fatta propria anche da 76 Comuni, giace ancora a Palazzo Muzio e non è stata notificata al destinatario.
In altra parte del giornale pubblichiamo qui sotto l’ordine del giorno come sarebbe stato con l’accoglimento dell’emendamento
Tarabini, rivisto con il suo consenso, e come sosterremo in tutte le sedi.

 
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