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Conferenza Stampa di Adamoli La conferenza stampa di Giuseppe Adamoli, Presidente della Commissione Statuto del Consiglio Regionale, presso il "Pirellino" di Sondrio
17/05/2007
Si è tenuta oggi, presso il Pirellino di Sondrio, la conferenza stampa di Giuseppe Adamoli, Presidente della Commissione Statuto del Consiglio Regionale della Lombardia. Dopo una breve introduzione del Coordinatore Provinciale della Margherita, Riccardo Marchini, il quale ha espresso soddisfazione per una presenza così autorevole in provincia, anche alla luce del dibattito che sta impegnando in questi giorni il Consiglio Provinciale, Adamoli ha esordito sottolineando la sua volontà di esprimersi quale Presidente della Commissione, ovvero come rappresentante istituzionale di uno degli organismi più importanti del Consiglio Regionale. Eletto all’unanimità a questa importante carica al termine di un percorso durato più di un anno e mezzo, il che la dice lunga sulle difficoltà incontrate, Giuseppe Adamoli ha espresso la sua ferma volontà di cercare di portare in Consiglio Regionale una proposta condivisa, accompagnata da un consenso larghissimo se non addirittura unanime, per l’emanazione del nuovo Statuto della Regione Lombardia. Adamoli conta di arrivare ad una proposta complessiva entro la primavera del 2008, in modo che vi sia una approvazione in prima lettura da parte del Consiglio Regionale prima della pausa estiva. Lo Statuto Regionale, infatti, essendo una “legge rinforzata”, necessita per la sua emanazione di due approvazioni da parte del Consiglio Regionale ad almeno due mesi distanza l’una dall’altra. Se questa agenda sarà rispettata, la seconda approvazione avverrà in tempo utile per consentire l’eventuale indizione di un referendum regionale per la definitiva approvazione dello Statuto compatibilmente anche con le prossime elezioni amministrative regionali. Ad oggi nessuna regione ha registrato la necessità di un apposito referendum per l’approvazione del proprio Statuto, ma Adamoli ritiene sia corretto agire per garantire tutte le opzioni possibili. Se, invece, il Governo nazionale decidesse di impugnare lo Statuto (evenienza già verificatasi in altre regioni), solo la Corte Costituzionale potrebbe esprimersi nel merito. Questo nuovo percorso, nel caso di conflitto tra Regione e Stato, è stato definito all’indomani della riforma del Titolo V della Costituzione. Adamoli ha quindi proseguito sottolineando il compito gravoso della Commissione da lui presieduta: • Revisione dello Statuto regionale • Approvazione della Legge elettorale • Approvazione dei Regolamenti relativi Per sottolineare la delicatezza e la complessità del lavoro da svolgere, ha tenuto a richiamare che il Regolamento regionale attualmente in vigore, risalente al 1988, venne redatto da una Commissione presieduta da lui stesso che si avvalse della collaborazione di eminenti giuristi di livello nazionale. La Legge elettorale e lo Statuto, poi, debbono obbligatoriamente procedere di pari passo, visto che le tematiche in essi trattate si intrecciano strettamente. Per quanto riguarda la situazione della provincia di Sondrio, Adamoli ha tenuto a sottolineare due problemi fondamentali: - Rappresentanza in Consiglio Regionale. Pur non avendo la Commissione ancora affrontato “formalmente” la materia, gli umori raccolti tra i suoi componenti ed anche in Consiglio Regionale consentono al Presidente di affermare con la massima tranquillità che essa si esprimerà sicuramente in favore della garanzia a tutte le province di una rappresentanza certa in Consiglio Regionale. - Forme particolari di autonomia per questioni quali ambiente, energia, acque e sanità. Su questi aspetto il Presidente Adamoli si è mostrato più cauto. Trattasi, a suo avviso, di materia assai delicata. Sicuramente l’Ordine del Giorno in fase di elaborazione da parte del Consiglio Provinciale fornirà argomenti per approfondire il dibattito. Il Presidente ha assicurato sin d’ora la disponibilità a garantire una audizione specifica, probabilmente dopo l’estate, con rappresentanti dell’Amministrazione Provinciale di Sondrio. La questione è delicata anche perché rischia di innescare un meccanismo “a catena”, dato che altre province possono rivendicare altrettante “specificità” almeno per qualcuna di queste questioni. Sicuramente per il problema della gestione delle acque la situazione della provincia di Sondrio è predominante in Regione Lombardia, ma lo stesso discorso non vale – ad esempio – in materia di sanità. Inoltre, qualcuno potrebbe obiettare che queste materie non necessitano di una variazione statutaria per essere affrontate. Tanto per essere chiaro, uscendo per un momento dal proprio ruolo istituzionale, Adamoli ha infatti osservato che la Regione Lombardia avrebbe già potuto delegare alcuni poteri alla Provincia di Sondrio con atti legislativi “ordinari”. Adamoli ha ritenuto quindi corretto non assumere alcun impegno specifico su queste questioni, rimandando il tutto all’esame da parte della Commissione. Ha preso quindi la parola Angelo Costanzo, segretario provinciale dei DS, rimarcando prima di tutto l’avvio di una attività coordinata tra DL Margherita e DS, conseguente alla celebrazione dei congressi nazionali, come segno concreto di avvio della fase costitutiva del Partito Democratico anche in provincia di Sondrio. Costanzo ha inoltre stigmatizzato il ritardo con cui la Regione Lombardia, ultima in Italia, ha dato avvio alla revisione del proprio Statuto. Per quanto concerne il problema della rappresentanza, pur condividendo la necessità di arrivare ad una norma statutaria che garantisca anche le piccole province, ha ritenuto utile ricordare che se i partiti della CdL si fossero presentati uniti all’ultima tornata delle amministrative regionali, la provincia di Sondrio avrebbe sicuramente ottenuto un proprio rappresentante all’interno del Consiglio Regionale. Costanzo ha infine auspicato che in Consiglio Provinciale si attivi una sinergia che consenta di arrivare ad un testo condiviso dell’Ordine del Giorno in fase di discussione, evitando però una sterile rivendicazione di autonomia. Giacomo Tognini, capogruppo dell’opposizione in Consiglio Provinciale, ha ribadito la necessità che il Consiglio Provinciale si pronunci all’unanimità sul problema della rappresentanza in Consiglio Regionale, ma ha ritenuto di stigmatizzare la particolare “riluttanza” dimostrata dalla Regione Lombardia all’articolazione dei poteri sul proprio territorio, così come statuito dall’art. 118 della Costituzione. Tale “obbligo di articolazione dei poteri” non sussiste infatti solo per il Governo Nazionale, ma anche per i Governi Regionali.
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