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Valutazioni sulle Elezioni Regionali 2005 Sintesi degli argomenti dibattuti nella riunione della Direzione Provinciale del partito tenuta l'11 aprile scorso
14/04/2005
Riunione partecipata, nella quale il confronto sui risultati delle elezioni regionali del 3 e 4 aprile è stato intenso e approfondito. Queste, in sintesi, le conclusioni condivise: giudizio positivo sui risultati e cauto ottimismo per il futuro. Risultato nazionale: al di là delle più rosee previsioni. L’Unione ha vinto in 11 regioni su 13 e, con il 52% dei consensi, è maggioranza nel paese. Abbiamo i numeri per vincere alle politiche del 2006, ma dobbiamo lavorare molto e bene per confermare l’inversione di tendenza. Se ne ha la forza, la CDL governi fino alla scadenza naturale, ma c’è la sensazione che le contraddizioni interne siano oramai difficilmente ricomponibili. Risultato regionale: non abbiamo vinto, ma anche in Lombardia pare iniziato un trend positivo. La CDL ha perso 700000 voti, facendo registrare il risultato peggiore in tutt’Italia. Il centro-sinistra ha recuperato molto, arrivando al 43,6%. Rimane ancora aperta al nostro interno la discussione sulla scelta dell’Ulivo di proseguire in Consiglio regionale con gruppi separati. Meglio privilegiare l’aspetto tecnico, imposto da un regolamento che non favorisce l’aggregazione di partiti o quello politico, suggerito dall’immagine con la quale ci siamo presentati agli elettori? Il confronto continua nel Forum di questo sito. Risultato provinciale: il responso delle urne, a conferma della difficile situazione evidenziata già nelle ultime tornate elettorali, è sicuramente negativo, anche se c’è stato un miglioramento rispetto al passato. Il futuro, però, potrebbe riservare scenari diversi. La Lega, che ha giocato la sua credibilità politica su una riforma istituzionale che contiene la cosiddetta devolution, potrebbe presto trovarsi in difficoltà se, a causa del risultato del meridione, negativo per il centro destra, dovesse essere smontato l’asse del nord con Forza Italia. Potrebbe iniziare allora per questo partito, che nella nostra provincia ottiene molti consensi soprattutto nei piccoli comuni, un declino politico lento, ma inevitabile. Il centro-sinistra provinciale non può, però, rimanere fermo ad aspettare che gli eventi maturino; deve farsi carico, assieme ai livelli regionale e nazionale della coalizione, di iniziare un’analisi approfondita per comprendere le motivazioni che spingono una parte consistente di elettorato a non andare a votare o a votare scheda bianca o a scegliere una formazione anti-politica come la Lega. L’inquadramento sociologico di questo preoccupante fenomeno dovrebbe servire innanzitutto a noi della Margherita ad affrontare con scelte mirate la politica locale e ad arrivare preparati ai prossimi appuntamenti elettorali. Contemporaneamente dobbiamo intensificare l’impegno già in atto di radicare il partito nel maggior numero possibile di realtà locali. Il Forum del sito della Margherita provinciale è aperto alla collaborazione di quanti volessero intervenire con un loro contributo.
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