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Milano: insediata la commissione per il nuovo statuto regionale
di Riccardo Marchini

11/06/2007

Dal 1999 alle Regioni è stata conferita piena autonomia nel redigere il proprio statuto, con la novità rispetto al passato che la nuova carta non sarà più soggetta al voto del Parlamento nazionale. Molte Regioni hanno già provveduto a dotarsi del nuovo strumento, mentre solo da poche settimane la Lombardia ha proceduto all’insediamento della Commissione apposita, presieduta dal Consigliere regionale della Margherita-Ulivo Giuseppe Adamoli, eletto all’unanimità. Detta Commissione ha già fissato uno schema di lavoro ed un calendario promettendo tempi brevi, indicativamente un anno, per arrivare al primo traguardo. Ricordiamo che la nuova carta dovrà essere adottata dal Consiglio regionale in doppia lettura e, se richiesto, sottoposta a referendum. A questa, inoltre, dovranno seguire legge elettorale e regolamento. La comunità provinciale di Sondrio, alla luce anche della Legge costituzionale n. 3 del 2001 e delle iniziative che il Governo sta mettendo in atto con il Ministro Lanzillotta per rimodulare il sistema delle autonomie locali, deve essere vigile e propositiva rispetto ai lavori della Commissione per poter rimediare ad alcune criticità che la stanno penalizzando. Non possiamo nasconderci, infatti, che il peso sociale, economico, politico ed elettorale della nostra terra non è tale da garantire una rappresentanza sistematica della provincia di Sondrio in seno al Consiglio regionale, tanto che nell’ultima tornata elettorale neppure la maggioranza scaturita dalle urne, pur consistente, è riuscita a mandare a Milano un proprio rappresentante. Nei mesi scorsi la denuncia di questa difficoltà è emersa con chiarezza e in modo trasversale nel dibattito di tutte le forze politiche locali, assieme al proposito di cercare un m mento di condivisione e di unità istituzionale per fare arrivare alla Commissione regionale, attraverso un ordine del giorno da concordare in Consiglio provinciale, la voce forte ed univoca della Provincia.
In questa cornice, per contribuire alla definizione del problema, le Segreterie di Margherita e DS di Sondrio, congiuntamente, hanno ritenuto opportuno organizzare una conferenza stampa alla quale hanno invitato il Presidente della Commissione Statuto Adamoli che ha dato la sua disponibilità, in veste assolutamente istituzionale, a venire a Sondrio per fare il punto della situazione.
Due i temi affrontati nel corso dell’incontro con la stampa giovedì 17 maggio, entrambi presenti nell’ordine del giorno proposto per la discussione in Consiglio proviniciale: l’esigenza che la provincia di Sondrio abbia la garanzia di essere rappresentata per legge in
seno al Consiglio regionale e la richiesta di vedersi assegnate forme di autogoverno in alcune materie specifiche come acque, energia, ambiente, territorio e sanità.
Sul primo punto Adamoli non ha avuto esitazione nel condividere la necessità che ciascun territorio provinciale sia rappresentato nell’Assemblea regionale e, interpretando gli umori e le intenzioni della Commissione, ha potuto dare garanzie in tal senso. Il nodo da sciogliere riguarda eventualmente il numero minimo di consiglieri: uno solo per provincia oppure, come sarebbe più logico e opportuno, tre per garantire la completezza della rappresentanza? E’ evidente che la seconda opzione comporterebbe lo sforamento poco
opportuno del numero di consiglieri (attualmente se ne ipotizzano ottanta), o la diminuzione del numero dei rappresentanti delle province più grandi, la cui ritrosia costituirà un ostacolo non facile da superare. Qui la discussione è aperta. Sulla seconda richiesta
Adamoli è stato più cauto ed ha manifestato qualche perplessità sulla proposta di inserire nello Statuto “specialità provinciali “, in quanto le concessioni fatte alla provincia di Sondrio potrebbero innescare una reazione a catena. Oltretutto – è il parere di Adamoli
– molto di quanto richiesto è possibile ottenerlo anche con l’attuale ordinamento legislativo. E il pensiero corre subito al demanio idrico che solo l’arroganza centralista della Regione unita all’inerzia della Provincia ha impedito che fosse assegnato ai naturali titolari.
Adamoli ha comunque assicurato la disponibilità ad un’audizione dell’Amministrazione provinciale qualora venisse richiesta.
La Margherita su questo punto ha, però, le idee chiare. Non si tratta di rivendicare trattamenti di privilegio per le nostre valli, ma di dare applicazione a quanto prevede la Costituzione all’art. 118 dove, invertendo l’ordine delle priorità rispetto al testo della stesura precedente, attribuisce le funzioni amministrative ai Comuni, alle Province e alle Regioni sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza. Ed è proprio il principio di differenziazione, vale a dire la presa d’atto che ogni territorio ha specifiche peculiarità, che ci autorizza denunciare il centralismo con il quale la Regione Lombardia ha governato fino ad ora e a richiedere con forza alla Regione stessa ciò che lei per prima rivendica nei confronti dello Stato.
L’occasione è troppo importante perché la si sprechi e la Margherita auspica che si possano abbandonare arroccamenti in difesa di aspetti formali e della visibilità di parte per trovare quell’unità di intenti senza la quale le giuste richieste della nostra terra perderebbero di forza. Non dovrebbe essere difficile.

 
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