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Il Partito Democratico: un partito con autonomia locale, attento alle diverse realtà politiche territoriali L'intervento di Michele Iannotti al Congresso Provinciale del 13/01/2007
14/02/2007
Io credo che nel fare i nostri ragionamenti non possiamo prescindere dalla constatazione che nelle tornate elettorali di questi ultimi anni il centro-sinistra si è attestato in provincia intorno al 35% dei voti. Dobbiamo, allora, chiederci: quale ruolo intende svolgere in provincia il centro-sinistra?; un ruolo di opposizione o di governo? Sono certo di non sbagliare affermando che il centro- sinistra (e la Margherita in particolare) intende adoperarsi per tornare ad essere protagonista sul territorio provinciale; per tornare ad essere maggioranza di governo. Una buona occasione per raggiungere un obiettivo così ambizioso è ora offerta dalla nascita del Partito Democratico, che dovrebbe consentire al centrosinistra di accrescere il proprio consenso elettorale a condizione, però, che il nuovo partito non sia solo la sommatoria di D.S. e Margherita, ma sia aperto alla società civile e sia in grado di avvicinare alla politica persone che da qualche tempo se ne sono allontanate o che non sono mai state iscritte ad un partito. Questo dovrebbe essere il valore aggiunto che il nuovo partito dovrebbe dare al centro- sinistra; un partito che dovrebbe essere capace di fare sintesi anche sui grossi temi, rispettando nel contempo le varie sensibilità presenti al suo interno. Un partito, quello democratico, in cui le diverse culture politiche presenti devono rappresentare un arricchimento e non un ostacolo. Io credo che il Partito Democratico debba tenere conto delle esigenze delle diverse realtà territoriali; deve essere in grado di interpretare i problemi e di raccogliere le istanze della società locale. Deve essere un partito con sufficiente autonomia a livello locale; e, cioè, un partito che, pur essendo inserito in un quadro politico nazionale ben definito, che è quello del centro-sinistra, deve essere in grado di attrarre quei movimenti politici locali organizzati sul territorio. Mi viene in mente, nella nostra realtà, ad esempio, il movimento dei Popolari Retici. Come ci poniamo nei confronti di questo movimento che, pur avendo in questi anni stretto alleanze con la destra locale, ha conservato una propria autonomia nel contesto regionale e nazionale? Io credo che valga la pena di verificare se nei passaggi che ci porteranno alla costruzione del Partito Democratico ci siano le condizioni per riuscire a fare insieme un percorso comune, individuando quei temi sui quali è possibile convergere a livello locale. Non dobbiamo dimenticare che questo Movimento si propone di rappresentare la tradizione cattolico–democratica, che è presente, insieme a quella liberale e riformista, anche nella Margherita. La strada verso il Partito Democratico è, ormai, tracciata; vanno solo definite le modalità con cui arrivare alla meta. Io credo che, anziché attardarci in discussioni sul come arrivarci, dovremmo dar vita da subito a forme Federative tra i Partiti interessati, aperte a quella parte della società civile disposta ad aderirvi; mi riferisco alle associazioni o anche ai movimenti politici localmente presenti ed interessati alla costituzione del Partito Democratico. Dobbiamo avere ben chiare, però, due cose: l’obbiettivo da raggiungere ed i tempi in cui lo si vuole raggiungere. Cominciamo a metterci insieme, costituendo un organismo direttivo unitario aperto al contributo, non solo dei partiti interessati, ma anche di quelli che credono nel nuovo partito. Io vedo il Partito Democratico come un’opportunità per tutto il centro-sinistra, e per questo sono contrariato quando sento che taluni della Sinistra radicale si augurano che questo progetto non decolli. Costoro non si rendono conto che per governare occorre ottenere almeno la metà più uno dei voti espressi; se rimaniamo fermi all’attuale 35%, magari ci diranno che siamo bravi, che abbiamo idee interessanti, ma lasceremo il governo della cosa pubblica a coloro che, pur non avendo cultura politica, pur non avendo capacità amministrativa, ottengono un consenso elettorale superiore al nostro, che è, poi, quello che serve per realizzare le idee e i progetti che alla nostra parte politica sicuramente non mancano.
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