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Franceschini: «Siete stati traditi» «I rappresentanti politici valtellinesi sul territorio oggi sono completamente scomparsi» Il coordinatore nazionale della Margherita ieri in Valle per illustrare programma e aspettative del partito
29/03/2006
Una provincia lontana da Roma ma che a Roma deve portare la propria voce, «perché la Valtellina è una terra tradita dalle aspettative sui risultati in termini di infrastrutture, sviluppo del territorio e dalla rappresentatività locale, ma è anche una terra ricca di potenzialità come l’ambiente, la qualità di vita, il patrimonio industriale sui quali bisogna investire per offrire servizi migliori alle famiglie e per uno sviluppo anche turistico nel futuro». Dario Franceschini, coordinatore nazionale dell’esecutivo della Margherita, ha fotografato così la Valtellina dove ieri era ospite per una giornata trascorsa con la squadra locale del partito, composta da Maria Laura Bronda, Enrico Dioli, Miranda Piani ed Ezio Trabucchi, con gli amministratori locali, ma anche con i pensionati e i cittadini in un’assemblea pubblica a Cosio e insieme ai rappresentanti della Dresser Wayn di Talamona. E proprio dall’ex Pignone Franceschini è voluto partire durante la conferenza stampa che si è tenuta alla Brace di Forcola per sottolineare l’importanza del patrimonio industriale «piuttosto recente rispetto ad altre zone, presente in provincia, che ha bisogno di essere sostenuto investendo su settori in cui l’Italia è competitiva, cioè sulla creatività e le intelligenze - ha detto – crediamo poi che il Governo abbia il dovere di difendere questa realtà, non per proteggerla, ma per il dovere di non lasciare mai i più deboli, e nel caso della Dresser i più deboli sono i suoi lavoratori e quelli dell’indotto, che è l’opposto del modo di operare portato avanti sinora dal centro destra che dimentica come dietro grafici e statistiche ci siano uomini». Se la lontananza da Roma per la Valtellina è politica (per questo dice Franceschini «si deve puntare su uomini valtellinese cresciuti, come Dioli, nel territorio e capaci di farsi sentire a Roma»), è vero anche che la provincia soffre di una lontananza dal resto del territorio che è geografica e infrastrutturale. «Non è possibile che oggi questa zona, come altre realtà provinciali, sia diventata un imbuto e che in essa ci si tanta indeterminatezza sui tempi di spostamento da un posto all’altro – ha sottolineato -. Il problema della viabilità anche qui è un problema grave per le famiglie, per le industrie e per una prospettiva turistica futura. Quindi si apre inevitabilmente la questione degli spostamenti su gomma e su ferrovia: in entrambi i casi bisogna garantire tempi certi di percorrenza su una sede stradale adeguata, ma anche su una ferrovia che permetta anche ai pendolari di muoversi con garanzie ed efficienza». «Il problema della strada per noi è una questione aperta e importante perché sappiamo come la distanze facciano la differenza - ha aggiunto Dioli - . Se andremo a Roma in maggioranza il nostro motivo di fondo sarà tenere le risorse sulla nostra viabilità, incrementarle e spenderle più in fretta e meglio possibile. Bisogna dare maggiore attenzione alla ferrovia, ma anche all’autostrada telematica che vogliamo arrivi da noi prima della Brianza, e infine un occhio sull’aviosuperficie di Caiolo, per dare più sicurezza alla valle». Un accenno infine alla questione della rappresentatività politica. «Questo territorio è caduto come altri nell’eccesso di aspettative nei confronti di Lega e Centro destra - ha rimarcato Franceschini – mai la circoscrizione elettorale aveva avuto la possibilità di esprimere incarichi e alti ruoli nello Stato, che però non hanno portato nulla. Per questo la Valtellina ha subito un vero e proprio tradimento e i rappresentanti politici sul territorio oggi sono scomparsi. E’ arrivato il momento di riappropriarvi invece della voce daportare a Roma dagli uomini valtellinesi legati alla Valtellina».
da La Provincia di Sondrio del 29/03/2006
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