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ORA LA MARGHERITA SCOMMETTA SU NOI DELLE VALLI Serve una candidatura vincente per la nostra provincia I dati mostrano una situazione complessa.Va rilanciata l'iniziativa politica
07/02/2006
Gli attivisti della Margherita della provincia di Sondrio coltivavano da tempo la sensazione di vivere in un contesto sociale particolare, con un disagio proprio che si faceva percepire sempre più prepotentemente. Si è così deciso di cercare qualcuno che potesse aiutarci nello studio e nella valutazione della realtà in cui viviamo. Il consorzio Aaster ha accolto con grande disponibilità la proposta, dando vita ad una ricerca-studio che ha coinvolto per alcuni mesi attivisti e quadri provinciali del partito non solo valtellinese, ma anche comasco e varesino. I risultati ottenuti, oltre che riempire di soddisfazione quanti hanno speso parte del proprio tempo per collaborare all'iniziativa, ci confermano nel nostro spunto iniziale. Dalle sensazioni siamo passati a considerazioni basate su dati oggettivi, misurati e valutati in maniera scientifica e quindi anche un po' “spietata”. Non c'è spazio per l'amore per le proprie radici o la nostalgia romantica nelle valutazioni che ne sono scaturite. Ma amare può voler dire anche voler conoscere tutto dell'oggetto della propria dedizione e, pur vendolo scoperto imperfetto - o forse proprio per questo - continuare a provare i medesimi sentimenti. L'aver potuto “toccare con mano” le difficoltà in cui versano la società valtellinese e valchiavennasca ha avuto quasi l'effetto di un pugno nello stomaco. Non viviamo nella “città ideale”: lo sospettavamo e ora ne abbiamo la certezza. Quelli che hanno guardato per anni all'isola felice e il paradiso montano, a dispetto degli indicatori sociali che descrivevano una realtà opposta, hanno sbagliato… Ma, già il fatto di essersi posti il problema e avere avuto il coraggio di scoprire questo “vaso di Pandora” rappresenta un bel passo avanti. La tecnica dello struzzo che nasconde la testa nella sabbia per non vedere la realtà che lo circonda non fa per noi. Il primo passo è stato fatto: di questo siamo orgogliosi e siamo grati a chi ci ha messo a disposizione gli strumenti per giungere a questo grado di consapevolezza. Certo, fa tristezza scoprire che le istituzioni locali non governano in alcun modo il processo di sviluppo mentre gli attori economici che lo dirigono non sono riconosciuti dalla società come “autorevoli”. Chi dirige non governa e chi governa non dirige… Questa considerazione unita alla constatazione del modesto livello di preparazione in campo amministrativo dei cittadini che ricoprono cariche istituzionali, salvo qualche lodevolissima eccezione, chiarisce il ruolo sempre più defilato degli amministratori pubblici nella gestione delle problematiche provinciali. Da qui si può comprendere anche la crisi di autorevolezza delle istituzioni pubbliche e quindi la difficoltà sempre maggiore di trovare persone disponibili a candidarsi ai vari livelli amministrativi locali. Colpisce anche lo scarso appeal che esercitano i partiti sull'opinione pubblica. Essi vengono percepiti quasi come figure negative, anche se poi da più parti si lamenta la mancanza di luoghi e momenti in cui coltivare il dibattito, l'informazione, la discussione… Che fine hanno fatto le sezioni comunali dei partiti dove si poteva trovare occasioni di incontro, confronto e dibattito tra i cittadini? Così la critica diventa mugugno, non riesce a superare il livello di chiacchiera da bar e gli amministratori non ricevono alcuno stimolo per riorientare o migliorare la propria azione di governo. Così in queste nostre aree di quieto benessere, appena sfiorate da fenomeni di immigrazione massiccia e criminalità, le paure che manifesta la popolazione sono tutte indirizzate al timore dell'altro, del diverso, considerando “male” tutto ciò che proviene dall'esterno. Essere militanti di un partito di centrosinistra in un quadro socio-politico con queste caratteristiche significa spendere il proprio impegno a piene mani per ottenere risultati a volte inferiori alle aspettative. Siamo convinti che, nel medio periodo, non potremo riuscire con le nostre sole forze a modificare lo status quo. È necessario per questo un forte stimolo dall'esterno. Chiediamo quindi alla Margherita nazionale di scommettere su di noi, fornendoci gli strumenti per avviare un circolo virtuoso che possa farci uscire da questa situazione difficile. Il segno dell'appoggio consisterà nella scelta di una candidatura vincente per un rappresentante della nostra realtà provinciale. Questa scelta renderà possibile l'attuazione del progetto politico da noi redatto in considerazione anche dei risultati di questa ricercastudio. Un progetto che prevede il ritorno a una strutturazione capillare del centrosinistra sul territorio provinciale per rilanciare il dialogo con la popolazione e stimolare la partecipazione democratica di tutti i cittadini alla vita delle istituzioni contribuendo così alla vittoria del centrosinistra già dalle prossime elezioni nazionali. In alternativa la nostra azione non potrà che ridursi a quella di un dignitoso circolo culturale. Ricco di ottime idee, ma privo degli strumenti per poterle tradurre in concrete azioni di governo, almeno non nel medio periodo. In una situazione simile qualche margherita potrebbe appassire, qualche stella alpina potrebbe crescere sulle nostre montagne. Il nostro impegno comunque non cambierà, perché le nostre motivazioni travalicano le attuali contingenze. Chiediamo comunque con forza un investimento concreto per poter tornare a essere strumento di governo delle nostre popolazioni. In passato e anche oggi in importanti realtà territoriali, abbiamo espresso ed esprimiamo amministratori capaci e responsabili che bene hanno figurato e figurano nei differenti livelli amministrativi locali Da “Europa” del 18-19 gennaio 2006
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