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La Valle Spluga di Gordona Colloquio con il Presidente Marco Milani
17/12/2005
“La crisi è totalmente mediatica - dice Milani - si parla di pochi casi di persone contagiate su due miliardi di abitanti dei paesi asiatici. Nessuno può dire che il rischio non esista, però si può sostenere che è inferiore ad altri fattori di preoccupazione anche nel settore alimentare.
Le ripercussioni dell'influenza aviaria, malattia dei polli, dei tacchini, dei volatili in genere che è sempre esistita e che ha colpito, negli ultimi tempi, con particolare virulenza i paesi del sud/est asiatico, hanno messo in difficoltà gli allevamenti avicoli italiani pesantemente colpiti dalla drastica riduzione dei consumi da parte delle famiglie. “La situazione non ha riscontro in nessun altro paese Europeo ed è stata determinata a seguito di ingiustificato allarmismo e non a causa di rischi sanitari reali. La paura si è insinuata nei consumatori. C'è chi parla di pandemia e ritiene rappresentativi casi isolati registrati in condizioni ambientali e sanitarie del tutto differenti dalle nostri. Marco Milani, presidente della Valle Spluga, non ha dubbi: siamo di fronte a un'emergenza sulla base di una situazione tutt'altro che allarmante sotto l'aspetto dei rischi per la salute“. Per l'azienda di Gordona il controllo diretto di tutta la filiera produttiva e la cura del prodotto, arricchiti da 38 anni di esperienza, sono la migliore garanzia per la qualità dei galletti e la sicurezza alimentare. “Esistono criteri consolidati contro le patologie infettive, - aggiunge Milani - basti pensare che nel 2000 ci sono stati milioni di capi abbattuti, ma nessuna conseguenza per le persone. E' giusto che ci siano controlli seri per prevenire e mandare sul mercato prodotti sicuri. Ogni giorno i veterinari dell'azienda, delle Aziende Sanitarie, dei NAS e ora anche dell'Unione Nazionale Avicola effettuano indagini e prelievi i cui esiti sono sempre rassicuranti” “La crisi è totalmente mediatica – dice Milani - si parla di pochi casi di persone contagiate su due miliardi di abitanti dei paesi asiatici. Nessuno può dire che il rischio non esista, però si può sostenere che è inferiore ad altri fattori di preoccupazione anche nel settore alimentare. Bisogna dare un senso alle probabilità. Il comparto avicolo è in difficoltà per l'allarmismo creato dai media e forse a causa di interessi di altri comparti, quali le case farmaceutiche che hanno visto aumentare enormemente i loro profitti in questi mesi”. “Quanto sta accadendo - prosegue il numero uno della ditta Valchiavennasca - colpisce un settore produttivo strategico per l'Italia con il rischio di distruggere capitali e competenze. Sarà poi difficile farlo tornare in alto”. La dirigenza dello stabilimento di Gordona, che dà lavoro a 250 persone con una percentuale rilevante di donne, non si è fatta cogliere di sorpresa dalla crisi. “Sta facendo tutto il possibile per tutelare al meglio la forza lavoro e perdere meno soldi, riducendo in parte la produzione su tutta la filiera e congelando parte del prodotto. Da inizio novembre a fine anno è stata concordata con i sindacati la cassa integrazione ordinaria che riguarda una cinquantina di addetti, suddivisi in due gruppi che rimangono a casa una settimana ciascuno. Sono interessati quaranta donne e dieci uomini occupati nei reparti di macellazione e confezionamento,. C'è da sperare nella ripresa, anche se lenta, dei consumi altrimenti si dovrà proseguire con i provvedimenti adottati anche nei mesi prossimi,con i numeri attuali, la vendita è passata da 120 mila galletti freschi a settimana a 55mila, non si può andare avanti”. In questi ultimi giorni l'Assessorato all'Agricoltura della Regione Lombardia ha richiesto al Governo lo stato di crisi del settore avicolo per andare incontro alle aziende in difficoltà e dare un po' di respiro. “ Per il futuro – auspica Milani - dobbiamo sperare: nel riconoscimento dello stato di crisi che consenta l'erogazione di aiuti anche alla Valle Spluga, nel saggio utilizzo dei media, nel ricupero della fiducia dei consumatori per la carne di pollo che è quella a più basso costo e in una maggior attenzione da parte delle Istituzioni locali”.
Valle Spluga è stata costituita nel 1967 dall'accorpamento di una serie di attività avicole e di produzione di mangimi risalenti al dopoguerra, integrate da nuove fattorie di allevamento e da un macello, situato nel comune di Gordona, nelle vicinanze dell'area industriale, dove è pure domiciliata la Sede Sociale. Fin dall'origine è strutturata come una filiera avicola completa, comprendente la produzione delle uova da cova, l'incubatoio, gli allevamenti veri e propri, la macellazione, la lavorazione e la distribuzione del prodotto. La struttura produttiva è costituita quasi totalmente da impianti di proprietà, gestiti direttamente con propri dipendenti. Dal 1972 l'azienda si è specializzata nella produzione del Galletto con il distintivo scudetto rosso, di cui è leader in Italia. Dal 1991 i titolari sono i tre soci azionisti della S.P.A. che la rappresentano e la amministrano. L'ingegnere Marco Milani ne è il presidente e il dottor Plinio Biavaschi l'ammministratore delegato.. La forza lavoro, tra fissi e avventizi/stagionali, è di 250 dipendenti di cui 139 donne. E' un'azienda solida con bilanci sempre attivi negli ultimi 15 anni. Il fatturato del 2004 è stato pari a 15 milioni di euro e rappresenta lo 0,7 del valore del mercato avicolo nazionale, su questo piano è quindi piccolina, ma è unica nel panorama provinciale e con un grosso valore aggiunto locale.
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