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Un esponente del Centro-Sinistra a Roma
Le forze politiche, economiche e sociali della valle ci sostengano nel chiedere con forza che un esponente del Centro-Sinistra sia candidato in posizione favorevole per entrare in maggioranza a Roma

22/12/2005

Secondo voci ufficiose, l'entrata in vigore in tempi brevissimi delle nuove norme elettorali, votate repentinamente il 13 ottobre scorso alla Camera, sarebbe ormai cosa certa. La legge ora al Senato, pur con il forte contrasto dell'Unione passerà. Restano ancora aperti alcuni aspetti di palese incostituzionalità come l'attribuzione del premio di maggioranza per il voto del Senato che avrebbe su base regionale e non nazionale come invece per la Camera ed altri aspetti più tecnici. Ma, si dice, la legge passerà. Come è noto, il Centro-Destra, avvalendosi della maggioranza di cui dispone in Parlamento, ha cambiato la legge elettorale e imposto un ibrido (ben più ibrido del
criticato Mattarellum) che da un lato ci riporta al voto proporzionale di lista, dall'altra introduce un premio di maggioranza per la lista o le liste coalizzate con più voti.
E' la cronaca dei crescenti dissensi interni al Centro-Destra, se non delle vere e proprie incompatibilità - si pensi a Lega e UDC – a fornire la migliore spiegazione della scelta; si è voluto, per ora, salvare una specie di bipolarismo ma l'unico modo per farlo era quello di consentire all'elettorato di ciascun partito di votare per i suoi soli candidati. Partita regolata spregiudicatamente da Berlusconi con buona pace di 4 anni di voti a favore di leggi canaglia, con sofferte dichiarazioni postume da parte di Follini e compagni. Il Centro-Destra riesce così a sopravvivere sommando i voti separatamente presi imponendo una riforma che va contro la tanto auspicata coesione, quella sulla quale, negli anni scorsi, si sono ripetutamente espressi i cittadini attraverso i referendum. Ora il nuovo sistema di voto prevede un'assegnazione proporzionale dei seggi che, di fatto, scatena la concorrenza fra gli stessi partiti di entrambe le coalizioni, rendendo ancor più difficile la coesione che essi dovranno dimostrare dal giorno successivo alle elezioni e gli eletti li sceglie ancor meno di prima l'elettore, ma i partiti attraverso una lista bloccata di nomi che non compariranno neppure sulla scheda elettorale. In sostanza la riforma del Centro-Destra toglie la possibilità di votare le coalizioni, rafforza il potere decisionale dei partiti, ne esalta i poteri di interdizione, rende più difficili le aggregazioni. I cittadini sono chiamati a votare i partiti non le persone che devono rappresentarli: non ci sembra la strada migliore per battere l'astensionismo.
La risposta fulminea e concorde dei leader del Centro-Sinistra è stata, in questo senso, molto positiva. La lista della federazione dell'Ulivo per la Camera, è la risposta giusta al tentativo palese di disgregazione del fronte del Centro-Sinistra. Forse è la risposta “imposta” dalla
straordinaria prova data dagli elettori il 16 ottobre scorso con i 4 milioni e 300 mila votanti alle primarie e il 75% dei voti a Romano Prodi. Resta il fatto che con questo meccanismo di voto la vittoria del centro-sinistra diventa molto più difficile, ma potrebbe aprire anche nel Centro-Destra una fase nuova, con il superamento del “berlusconismo” inteso come fenomeno politico, economico, culturale ed etico. Su questo sfondo alcune riflessioni si impongono. E' chiaro che in un simile contesto tecnico i territori, le zone, chiamateli come volete, abbiano iniziato, giustamente, a far sentire la loro voce al livello centrale per dire che vogliano contare di più, essere più presenti nella formazione delle liste, perché esiste una fetta drammatica di problemi sui quali i cittadini chiedono risposte ai partiti e alle istituzioni locali.
Pensando a noi e alla negativa esperienza vissuta alle ultime elezioni regionali, il primo passo da fare dunque è quello di chiede con forza, oserei dire di pretendere, un riconoscimento territoriale esplicito dai nostri livelli sia regionale che nazionale, che in base alla nuova legge,
avranno notevole voce in capitolo nella formazione delle liste per le prossime elezioni politiche dell'aprile 2006. Perché ciò avvenga occorrono alcune azioni prioritarie:
• che i partiti del centrosinistra della Provincia e della Regione lo vogliano con forza e con convinzione e insieme portino a Milano e a Roma la sfida
• che le forze economiche e sociali della provincia sostengano la sfida del centro-sinistra locale in previsione di un possibile e auspicabile cambio di governo nel 2006
• che tutte le personalità che governano i grandi interessi della provincia, concorrano a non fare della Valtellina, piccola e poca cosa, dal punto di vista numerico dei voti, ma ricca di quei beni oggi sempre più rari, l'ultimo ridotto. Si, proprio l'ultimo ridotto della Valtellina, lanciamo dunque convinti una proposta, più che una proposta una forte richiesta:
battiamoci insieme per avere un rappresentante del centro sinistra a Roma nel 2006. Rutelli, Fassino ascoltateci! Dovete sapere che senza un investimento anche da parte della politica alta - le nostre terre di montagna rimarranno per molto tempo l'ultimo ridotto di una politica
subalterna solo alle colonizzazioni.

 
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