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IL BOOM DELLE PRIMARIE E I TRE SÌ DELLA MARGHERITA
Il commento al risultato delle primarie in provincia di Sondrio

02/11/2005

Quei quattromilioni e mezzo di elettori che il 16 ottobre scorso si sono recati a votare per le primarie nel Centro-sinistra hanno detto a chiare lettere alcune cose:
• basta a Berlusconi e al suo decisionismo “ad personam” e non “ad ... problemam”.
• Basta ai distinguo nell'Unione, io sono più al centro di te e tu più a sinistra di lui.
• Prodi è il leader ultralegittimato della coalizione.
• Stare uniti per vincere.
Questo in sostanza il messaggio arrivato come uno shock dall'elettorato. La svolta c'è stata ma solo chi scambia la politica per i retroscena di Palazzo cade oggi dalle nuvole. Chi credeva la Margherita rotta a tutte le tattiche neocentriste e oggi se la ritrova promotrice del partito democratico, chi parlava di Rutelli come di un nuovo Doroteo e che oggi deve prendere atto che i 3 sì della Margherita presi a maggio
non solo restano validi, ma escono confermati dal 16 ottobre. A maggio scrivemmo a chiare lettere che la
Margherita aveva detto 3 sì. Proviamo a vedere se li ha mantenuti:
SÌ ALLA MARGHERITA
Abbiamo lavorato per le primarie, a volte incrociando le dita come si usa dire, senza riuscire a sentire e a immaginare un simile risultato.
E siamo stati spiazzati, per una volta, piacevolmente spiazzati. In ogni seggio, con gli altri rappresentanti, c'erano sempre esponenti della
Margherita. Sappiamo che la militanza da sola non basta ma è stata importante.
Oltre 200 volontari hanno lavorato per queste primarie e quando si vedono amici come Virgilio Longoni e Italo Giudici che girano
la Valchiavenna con un seggio mobile su un camper, non si può che essere contenti e constatare come questi “giovani” di cuore e di spirito siano uno stimolo a lavorare e sperare.
SÌ ALL'ULIVO
Nella nostra provincia a fine settembre, prima delle primarie, prima tra le province lombarde, abbiamo
discusso e concordato con Democratici di Sinistra e Socialisti e approvato nella assemblea provinciale della Margherita, tenutasi nel mese di settembre a Sondrio, lo statuto per la Federazione dell'Ulivo di Valtellina e Valchiavenna. Le critiche che si erano concentrate sulla Margherita a livello nazionale, per la sua scelta di presentarsi da sola nella quota proporzionale (ora come si sa la legge elettorale è tutta cambiata) ha richiesto, in provincia, uno sforzo in più. La discussione è stata animata ma sempre tesa ad un risultato unitario. Una federazione dell'Ulivo come luogo comune per affrontare e discutere problemi, per dare indicazioni, che parte dai partiti fondatori per essere aperto a tutti coloro che, senza sentirsi di appartenere ad un partito, si sentono fortemente dell'Ulivo. Proprio mentre scrivo è in corso a Roma l'assemblea federale della Margherita che, come ha già anticipato in parte il dibattito svoltosi sulla stampa dopo le primarie, dirà si ad un listone unitario per la Camera: DS - Margherita - SDI - Repubblicani e altri con capolista Prodi per un Ulivo forte, primo passo verso un traguardo del quale si parla contemporaneamente con fascino e con timore, quello del Partito Democratico.
Che non significa abbandonare la nave della Margherita. Una Margherita forte è indispensabile a questa storica trasformazione.
SI ALL'UNIONE.
Le primarie hanno mostrato che i partiti dell'Unione erano convinti di stare insieme e non hanno fatto altro che mettere benzina nei motori già accesi per andare in questa direzione.
Noi dobbiamo porre, è scontato dirlo ma è così, molta attenzione a questo elettorato che è andato a scegliere Prodi con il chiaro messaggio di non poterne più di Berlusconi, ma anche questo elettorato deve fare qualche passo in più verso di noi. Per questo trovo piena continuità nei nostri 3 sì di maggio e in quelli di oggi. Alla luce dei due fatti nuovi stravolgenti:
il cambio drastico, in una settimana, della legge elettorale: sistema proporzionale senza possibilità da parte dell'elettore di poter esprimere preferenze e il sorprendente risultato delle primarie. In una situazione come questa, così repentina nei cambiamenti, la forza della Margherita, non diversamente da quella dei diversi soggetti che operano nella società, sta nella capacità di non innamorarsi di decisioni prese una volta per tutte, ma di saper riposizionarsi intelligentemente in contesti cambiati. Ha scritto recentemente Rutelli: “Con la
legge elettorale di prima, il famoso mattarellum, era garantita la prevalenza della cooperazione sulla competizione tra alleati, adesso con la proporzionale e senza una lista unitaria la competizione sarebbe dirompente a scapito della governabilità” Questa è la coerenza della Margherita con la consapevolezza che nessuno ha bacchette magiche e i nodi da affrontare sono ancora tanti. Ad esempio, alcuni punti del
programma, come in questi giorni Bologna insegna.
Enrico Dioli

 
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