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Ma che provincia siamo? Sulla viabilità torni un po' di sobrietà
L'intervento del Sindaco di Valdidentro Ezio Trabucchi

31/10/2005

Sono stato tra i pochi sindaci valtellinesi che non ha aderito al Comitato istituzionale per la statale 38.
Non ho infatti condiviso la scelta di Provera di escludere dal Comitato stesso le forze politiche e sindacali, frutto di una concezione della politica e della partecipazione che non mi appartiene.
Una scelta miope, un Comitato “monco” per un problema che necessitava il coinvolgimento di tutti.
Non mi era inoltre chiaro il ruolo di questo sodalizio, oltre alla volontà di assecondare il richiamo generico del Presidente della Provincia ad una corale mobilitazione su una questione certamente importante quale la viabilità.
Mi ero chiesto, in quel periodo, se valeva ancora la regola secondo la quale un Comitato si costituisce per uno scopo e se lo scopo non debba essere preventivamente comune a tutti i componenti il Comitato.
Nel nostro caso, si era costituito un Comitato senza uno scopo comune e dichiarato.
In buona sostanza, ritenevo che non fosse quello l’approccio serio ed utile per affrontare il problema della 38.
E così purtroppo è stato.
Oggi, a distanza di mesi, c’è chi, all’interno del Comitato, ritiene chiusa la discussione a favore della quattro corsie e chi ancora rilancia con forza l’idea delle due corsie a scorrimento veloce e più sicure delle attuali.
Vi sono infatti diversi sindaci, tutti peraltro presenti nel Comitato, che vogliono le due corsie, mentre Provera sostiene le quattro.
C’è chi, come Legambiente, dichiara, in queste ore, di aver aderito al Comitato nella convinzione che il Presidente della Provincia lavorasse per una strada a due corsie.
Altro che unità di intenti all’interno del Comitato!
Mi chiedo inoltre come sia possibile, anche formalmente, cercare ed ottenere finanziamenti senza aver deciso cosa fare, quale progetto realizzare?
La verità è che la Provincia è partita a testa bassa, riflettendo poco, complice uno stato di frenesia ed eccitazione fuori dalla realtà, a discapito di quel sano realismo e doverosa sobrietà che, mi paiono, essere ancora connotati importanti di chi si occupa di Istituzioni.
E se i quattrini non bastano, come nel nostro caso (a prescindere dagli eventuali 140 milioni aggiuntivi ed annunciati in questi giorni), una Provincia deve già sapere quali sono le priorità di spesa e quindi gli interventi da realizzare prima di altri, in attesa di tempi migliori.
Ed allora la scelta delle quattro o due corsie, a parte le irrinunciabili considerazioni sul modello di valle alpina che ne consegue, non può prescindere dalle risorse disponibili e dalla consapevolezza dell’urgenza di dare comunque inizio agli interventi sulla nostra viabilità.
Nella nostra Provincia questo non succede.
Anche i sindaci maggiormente interessati e coinvolti dal problema viabilità sanno bene che le risorse non sono sufficienti a soddisfare tutte le esigenze che rappresentano ma, nel contempo, non hanno idea di come verranno impegnati i fondi che alla fine saranno disponibili.
Ancora oggi lo chiedono a Provera, nonostante la costituzione di quel Comitato istituzionale nel quale siedono insieme da tempo.
E infine c’è Provera, con la sua enfasi, la sua malizia e la sua convenienza.
Dell’enfasi dell’uomo è stato detto molto sulla stampa in questi giorni.
Anche i suoi alleati, giudicati “ingrati ed invidiosi”, gli suggeriscono un po’più di cautela e prudenza perché mancano ancora una serie di passaggi per avere “il gatto nel sacco”: la previsione dei 140 milioni in finanziaria, la delibera CIPE, la destinazione delle risorse alla nostra viabilità, visto che il leghista Giorgetti, Presidente della Commissione Bilancio, precisa che i fondi, se stanziati, sono per la viabilità del nord e della Lombardia.
Mi auguro ovviamente che questi 140 milioni siano per noi.
Ma mi auguro anche che non servano a realizzare il grande svincolo di Fuentes e le quattro corsie fino a Cosio perchè non c’è bisogno di un così grande cantiere per finire in fretta i soldi, con buona pace di tutti, Tirano compresa.
Diversamente, avremo una strada più larga che lunga.
Diversamente, avremo finito, per altri decenni, di parlare di viabilità in Valtellina.
La malizia di Provera, con il dovuto rispetto, è proprio il sapere e pensare tutto questo: sapere che se le cose andranno male, la sconfitta non sarà solo sua ma da dividere con il Comitato Istituzionale e quindi con tanti sindaci.
Malizia è pensare che elettoralmente è meglio, come detto, una strada più larga che lunga per poter esaltare il risultato di un inizio cantiere piuttosto che preoccuparsi della sorte finale dell’intera 38, delineando uno scenario che porti, nel tempo, il problema a soluzione.
Il Provera, con la sua convenienza, è quello invece che pensa alle proprie dimissioni da Presidente della Provincia anziché da parlamentare, nel caso in cui Roma non rispondesse agli appelli di Sondrio.
In tale ipotesi, coerenza e responsabilità gli imporrebbero di rimanere al suo posto in Provincia per continuare a lavorare sul tema, con tutte le forze che la Valtellina è in grado di esprimere, perché purtroppo, a dispetto dei titoloni sulla stampa locale e dei festaioli lenzuoli con scritte verdi su qualche balcone della basse valle, la statale 38 non è ancora un sogno avveratosi.
Lo sanno i rappresentanti delle Istituzioni e le forze economiche della nostra Valle.
Anche i partiti lo sanno, ma c’è chi si lascia andare ai proclami entusiastici e chi invece, con senso di responsabilità, sottolinea le difficoltà ancora sul campo ed avanza proposte per tentare di superarle, chiamando tutti a fare la propria parte a cominciare dall’intera Valtellina.
È lo sforzo di Dioli e di tutto il centro-sinistra che ho apprezzato per lo spirito costruttivo e l’intelligenza di qualche intuizione.
La statale 38 non è ancora un sogno avveratosi, dicevo.
Una verità che non può essere negata né nascosta anche da una campagna elettorale che, pure in Valtellina, è iniziata con qualche mese di anticipo.
E questo Provera, che distratto non è, bene lo sa.
Valdidentro, 31 Ottobre 2005

Ezio Trabucchi Sindaco Comune Valdidentro

 
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