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Che la confusione del centro-destra non blocchi la strada dello Spluga
C’è da sperare che tutte le parti in causa provvedano a breve, con atto formale, a correggere l’errore ponendo fine al balletto di dichiarazioni.

24/07/2005

Il declassamento della statale 36, nel tratto da Chiavenna al passo Spluga, a viabilità di livello provinciale è tornato a far rumore. E' bastato che un articolo, apparso sul Corriere della Sera nelle settimane scorse, tornasse sull'argomento per accendere un dibattito politico a dir poco sconcertante. La questione ha coinvolto, infatti, due assessori regionali che si sono scontrati proprio sulla decisione presa dalla Regione, nel dicembre scorso, con cui ha definito quel tratto di strada di interesse provinciale. Il primo ad intervenire è stato l'assessore al territorio e all'urbanistica, Davide Boni: “Ritengo che la decisione di declassare la storica statale 36 da Chiavenna allo Spluga, sia un vero e proprio autogol, una scelta infausta, totalmente in contrasto con la vocazione europeista della nostra Regione, e sulla quale auspico un ripensamento a brevissimo termine, associato ad un confronto collegiale sull'iniziativa sulla quale, per quanto mi riguarda, mi trovo in totale disaccordo”. Tale dichiarazione, resa da un componente della giunta Formigoni, che a suo tempo aveva deciso il declassamento, ha creato, al suo interno, qualche imbarazzo. Non si è, infatti, fatta attendere la replica dell'assessore alle infrastrutture e alla mobilità, Alessandro Moneta: “La classificazione della 36 è stata approvata con delibera regionale del 3 dicembre 2004, sulla base di criteri precedentemente fissati dalla Regione e condivisi dalle Province. E' improprio parlare di declassamento, visto che il tracciato, da un punto di vista amministrativo, rimane per l'Anas una strada statale. La classificazione regionale in strada provinciale di primo livello riguarda caratteristiche di tipo funzionale, quali l'estensione del tracciato, l'entità e la tipologia dei flussi veicolari, gli enti territoriali interessati e i bacini serviti. La chiusura stagionale del Passo dello Spluga ha un'ovvia ripercussione su questo tipo di classificazione. Ciò non toglie - prosegue Moneta - che sia possibile un ripensamento per questo tratto di strada della classificazione fatta dalla Regione nella scorsa legislatura”. Lo spiraglio aperto da questa ultima affermazione dell'assessore Moneta lascia sperare che la Regione torni sui suoi passi e la strada torni ad essere statale a tutti gli effetti. E' opportuno rammentare che, nei mesi scorsi, hanno preso posizione contro il declassamento la Margherita della Valchiavenna, gli amministratori locali, i sindacati, le categorie produttive e le autorità della vicina Svizzera. Il consigliere provinciale, Paolo Spini, ha poi portato il problema in consiglio provinciale con una interrogazione ad hoc. Nella risposta l'assessore provinciale competente ha dichiarato di aver inviato una nota in Regione con la richiesta di una nuova riclassificazione perché il declassamento della 36 è incongruente. Resta da capire, alla luce di quanto affermato dall'assessore regionale Moneta: ”La classificazione della 36 è stata approvata con delibera regionale del 3 dicembre 2004, sulla base di criteri condivisi dalle Province”, quale ruolo abbia svolto l'Amministrazione provinciale. Ha condiviso con la Regione i criteri e quindi anche la classificazione di viabilità provinciale? Non ha condiviso e quindi l'assessore Moneta sbaglia? Oppure semplicemente ha condiviso i criteri fissati dalla Regione senza valutarne a fondo le conseguenze sulla viabilità della valle Spluga? Tutta la vicenda potrebbe configurarsi, con un po' di ironia, come la solita sceneggiata del centrodestra, ma la strada è un problema serio per cui davvero c'è da sperare che, almeno ora, tutte le parti in causa provvedano per quanto di competenza e a breve, con atto formale, correggano l'errore e pongano fine al balletto delle dichiarazioni nell'interesse di tutti.


Maria Laura Bronda

 
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