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Spigolature di stagione di Lucia da Ponchiera
21/07/2005
ASM: L’AFFANNO DEL GIORNO PER GIORNO
Dunque anche su A.S.M. la maggioranza di centro-destra si è spaccata. Giarba, presidente forzista da appena un anno è stato sfiduciato dal suo azionista di maggioranza, il comune di Sondrio, sull'approvazione del conto consuntivo. A noi, che non siamo molto esperti, ci suona strana la bocciatura su un bilancio, non di previsione, ma di quello che è già stato fatto. Se gli errori, e dunque le parti non condivise, erano di tipo tecnico non si poteva rimediare? Mah! Quello che però ci sembra chiaro è che, come su SECAM, sul BIM, sulla giunta del Comune di Sondrio, è sulle nomine che il centro-destra si spacca. E si che le nomine non dovrebbero essere un atto così difficile! Molto più difficili ci sembrano invece le azioni e i problemi da affrontare. E' stato nominato nuovo presidente Antonio Rudini e abbiamo saputo dalla stampa che, da ben 10 anni, risiede a Sondrio. Però: presidente di Secam De Gianni (Dubino) presidente Casa di Riposo Città di Sondrio - Giotta (Castione) Assessore all'urbanistica del Comune di Sondrio Peregrini (Buglio) - il dimissionato Giarba era di Berbenno e un altro assessore comunale Giaggia è di Talamona. Ma ai sondriesi non viene in mente “pusibil che ghe ne minga un de Sundri che capis - un di noss?” Sarà! Però, a noi pare, che soprattutto queste ultime nomine - Peregrini e Rudini siano di grande ispirazione tarabiniana. Erano assessori nella sua giunta, diligenti, mai un niet, usi ad obbedir tacendo come si dice nell'arma. Prendete Rudini ad esempio uno che è stato assessore alla partita sui rifiuti e che in 5 anni pare abbia mostrato la grande capacità di riuscire a non prendere alcuna decisione. E poi la caduta di ruolo e di prestigio dell'ASM in questo ultimo anno! Rispetto alla precedente presidenza che aveva mostrato notevole capacità manageriale e politica, avviando un processo di privatizzazione molto interessante che aveva portato in ASM le banche locali, gli svizzeri e AEM, si era passati ad una gestione che viveva nell'affanno quotidiano del giorno per giorno, bocciata infine politicamente dopo solo un anno di lavoro.
ACCORDO DIGNITOSO NON STORICO
Dicesi “storico” di un fatto memorabile - degno di essere ricordato nel tempo e tramandato ai posteri. Il vicepresidente della Provincia De Gianni, durante l'ultimo consiglio provinciale ha definito “storico” l'accordo tra la Provincia e il Comune di Livigno che prevede un contributo di tale comune alla Provincia di circa 600 mila euro all'anno, per 10 anni, da utilizzare per gli studenti livignaschi che usufruiranno del Convitto Nazionale di Sondrio e per la viabilità dell'Alta Valle. Chiaro, meglio di niente. Ma qualcuno ha in mente il bilancio dell'intera zona franca? Miliardi di euro. E poi, che manina corta: per la viabilità dell'alta valle! Ma per arrivare in Alta Valle ci pare si debba partire un po' più giù. Dunque quell'accordo è importante se è un primo piccolo passo verso una reciproca considerazione tra i benefici di Livigno e i problemi della provincia - compresa la viabilità dell'Alta Valle. Pensando agli abitanti di Semogo che sono letteralmente attraversati dal traffico pesante e leggero per Livigno, la sobrietà avrebbe suggerito di chiamare tale accordo “piccolo accordo storico”. Sempre a proposito di Livigno invece il presidente Provera ha dichiarato che lo scopo della legge Bartolich, quella sostenuta dalla giunta Dioli era quello di eliminare la zona franca. Nulla di più falso. Basta leggere il testo della proposta di legge. Se mai, l'ambizione strategica di Dioli e c. (ma quando la smetteranno di coltivare visioni strategiche e perdere le elezioni e impareranno una buona volta la politica dei contentini che è quella che premia) era quella di valorizzare al massimo la ricchezza della zona franca, nell'ottica generale della provincia, elevandola al rango di legge nazionale, sicura, e non lasciata alla discrezione di un decreto interministeriale da contrattare annualmente. Forse nella contrattazione annuale qualcuno può lucrare di più, di certo non la provincia. Perciò Presidente, se trova il tempo, rilegga quel testo di legge e vedrà che non è affatto prevista l'abolizione della zona franca. Strategici si, ma stupidi no.
Lucia da Ponchiera
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