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BIM... bum bam
L'autogol del presidente

20/07/2005

BREVE PREMESSA
Come è noto l'assemblea generale del BIM del 19 marzo scorso assunse, a maggioranza, due deliberazioni. La prima conteneva una mozione di sfiducia nei confronti del Consiglio direttivo in carica e del vicepresidente Costantino Tornadu', la seconda nominava un nuovo vicepresidente nella persona di Oscar Giudici. Che cosa aveva mai combinato Tornadù da essere così brutalmente esautorato? Nei mesi precedenti aveva assunto la presidenza della Comunità Montana di Sondrio, sostenuto da un accordo programmatico tra esponenti retici e del centro-sinistra. Un accordo programmatico simile a quello raggiunto a Tirano e a Chiavenna, pur se con variabili politiche diverse. Un accordo programmatico figlio di questi tempi di crisi politica locale evidente e forte e di quel civismo ondivago che spesso toglie ossigeno, oltre che alla politica, all'etica e procura la morte dei valori. Salvo poi continuare nei convegni a lamentarsene. Costantino Tornadù con Aldo De Pedrini, Severino Gadola, Paolo Lisignoli e Oscar Rossi hanno ricorso al TAR contro il BIM e cioè contro il suo presidente come legale rappresentante, per chiedere la sospensione delle citate delibere e il loro annullamento. Non staremo a citare commi e articoli ma, in sostanza, i ricorrenti hanno sostenuto che vi sia stata una falsa applicazione di alcuni articoli dello Statuto del BIM, eccesso di potere, illogicità e contraddittorietà. La presidenza del BIM, ha resistito in giudizio. Il TAR, in data 22 giugno, ha dato ragione ai ricorrenti, Tornadù e compagni, perché “la sostituzione in corso di durata del loro mandato dei membri del consiglio direttivo e del presidente e vicepresidente non è prevista dalle norme statutarie che disciplinano il funzionamento del BIM” e, conseguentemente, ha annullato le due deliberazioni del 19 marzo. A seguito di ciò il presidente del BIM ha rilasciato alla stampa dichiarazioni (La Provincia 8 e 9 luglio) di questo tenore “riconvocheremo l'assemblea e rifaremo le nomine annullate”. (dal TAR). Ma, sempre il presidente del BIM ha ricevuto, in data 12 luglio, un'ulteriore diffida dallo studio legale che difende Tornadù e soci, che ribadisce l'illegittimità dell'atto da lui paventato nonché la violazione della sentenza del TAR. Cosicchè dovrà tenersi Costantino Tornadù in qualità di vicepresidente fino al termine del mandato. MORALE E' netta la sconfitta del presidente del BIM e dei suoi eventuali suggeritori. Appare chiaro che, oltre ad aver forzato la mano, non sono molto ferrati per quanto riguarda le norme. Ci sembrava grave una tale sfrontata procedura, ma ancora più grave diventa alla luce di una conoscenza del diritto così approssimativa. Abbiamo sempre sostenuto l'incompatibilità etica, prima ancora che politica, di una presidenza retta da un segretario di partito. Nulla di personale verso Bonetti, segretario di Alleanza Nazionale, che rispettiamo in quanto tale come altre persone che ricoprono questi ruoli; ma ci sembra inconcepibile che nel Centro Destra non si levi una voce che condivida con noi la denuncia di una tale palese incompatibilità. Il segretario di un partito messo a presdiedere il BIM, di fatto, indebolisce politicamente e ora anche tecnicamente, il Consorzio dei Comuni. Come è possibile tener bloccato per mesi un ente per esclusiva ripicca politica? Dopo questo costoso (si costoso) atto di arroganza ci aspettiamo che il presidente del BIM passi la mano o almeno che ascolti suggeritori competenti. IL BIM - PER NOI La Gazzetta ufficiale del 31 dicembre 1953 pubblicava la legge N° 959 istitutiva dei Consorzi dei Comuni dei Bacini imbriferi montani - BIM - che premiava l'ostinata perseveranza di quei parlamentari - Vanoni e Valsecchi tra loro - che fin dal 1949 si erano impegnati a fare ristornare, in favore della depressa economia di montagna, una pur modesta percentuale degli utili derivanti dallo sfruttamento delle grandi concessioni di acqua per la produzione di energia elettrica. Molta acqua è passata sotto i ponti e i dibattiti che hanno segnato un lungo periodo sull'utilità o meno di mantenere il BIM, alla luce della successiva evoluzione istituzionale, sono per noi superati. Abbiamo però la ferma convinzione che il BIM debba rinnovarsi, interpretare e far propri nuovi ruoli, soprattutto oggi che l'energia diventa per noi, sempre di più, una ricchezza irrinunciabile per uno sviluppo futuro di servizi meno costosi e di tutela ambientale. Ci chiediamo ad esempio: perché invece di euro il BIM non negozia chilowat per i nostri Comuni, perché invece di distribuire borse di studio - cosa di suprema facilità - non affianca i Comuni nella gestione tecnicopolitica delle problematiche legate all'assalto - è il caso di dirlo - dei piccoli salti residui - perché invece di finanziare la sagra del mirtillo piuttosto che quella dei funghi il BIM non assume il ruolo di braccio operativo della Provincia sui temi energetici? Oltre ai giochi d'acqua e alle arroganze incompetenti sarebbe lecito aspettarsi dal centro-destra al governo del BIM una visione strategica almeno simile a quella che animò i suoi fondatori.


Segreteria provinciale della Margherita

 
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