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Dietro la propaganda: gli aumenti e la contrazione dei consumi Uno studio del NENS di Pierluigi Bersani e Vincenzo Visco dimostra la Waterloo della politica fiscale della destra: il prelievo in 4 anni è aumentato del 2% mentre è cresciuta l'evasione.
23/06/2005
Immaginate, solo per un momento, un contribuente italiano che, congelato dopo la vittoria del centrodestra nel 2001, uscisse oggi per sbaglio dal ghiaccio. Con sorpresa si accorgerebbe che, a dispetto della propaganda berlusconiana, sarebbe chiamato a pagare più tasse a meno di non fare il furbo e dedicarsi a quello che in questi ultimi anni sembra tornato ad essere uno sport nazionale incoraggiato per giunta dalla stessa azione di governo: ovvero l'evasione fiscale. Al di là della cortina fumogena che la propaganda berlusconiana ha alzato nel corso di questa legislatura, la verità è che negli ultimi quattro anni si è consumato il più colossale imbroglio a danno dei contribuenti onesti. La denuncia arriva dal NENS di Pierluigi Bersani e Vincenzo Visco che hanno passato al setaccio i provvedimenti fiscali messi a punto in questa legislatura e li hanno confrontati con i provvedimenti presi nei precedenti cinque anni dei governi di centrosinistra. E così, dati alla mano, il segretario dei Ds Piero Fassino dimostra che le tasse non sono calate né per le famiglie né per le imprese mentre, dal 2001 al 2005, il prelievo fiscale è aumentato addirittura del 2% a fronte di un gettito che è sceso sia perché sovrastimato sia perché è cresciuta l'evasione. Nel recitare il de profundis a una fallimentare politica fiscale del centrodestra, Visco ha spiegato come, a fronte di 209 interventi di natura fiscale da parte del governo Berlusconi, in 4 anni le misure di riduzione fiscale permanente sono state di fatto compensate da quelle di incremento permanente del prelievo. Se a questo si aggiungono le una tantum (ovvero condoni, concordati e sanatorie di vario tipo) e l'aumento della fiscalità locale (stimato per il triennio 2001-2003 pari allo 0, 5% del Pil), l'inasprimento della pressione fiscale è evidente. IL GRANDE INGANNO DELL'IRPEF E ciò risulta tanto più evidente qualora si mettano a confronto i provvedimenti dell'Irpef messi in campo dai governi di centrosinistra e quelli del governo Berlusconi. Tra il 1996 e il 2001 il beneficio complessivo per i contribuenti italiani ha sfiorato i 17, 6 miliardi di euro su base annua che salgono a 19, 3 se si calcola anche la restituzione del drenaggio fiscale, che invece si è interrotta con l'arrivo di Berlusconi a palazzo Chigi. Tra il 2001 e il 2005, invece, il governo di centrodestra ha operato sgravi fiscali per complessivi 12, 1 miliardi di euro che, al netto della mancata restituzione del fiscal drag e della cancellazione della riduzione di imposta tendenziale stabilita dall'ultima fi- nanziaria di centrosinistra, si riducono ad appena 6, 36 miliardi di euro. Non solo. Se la riduzione Irpef realizzata dal centrosinistra ha avvantaggiato soprattutto i contribuenti con redditi medio-bassi, quella del centrodestra è stata spalmata in modo proporzionale tra tutti i contribuenti. Per quel che riguarda invece l'andamento delle entrate tributarie e contributive il centrosinistra ha operato riduzione di imposta senza produrre variazioni di gettito, ma allargando la base imponibile al punto che tra il 1996 e il 2001 il gettito è cresciuto dall'8, 8% al 9, 9%. Ieri il ministero dell'economia ha tenuto a precisare che nel 2004 la pressione fiscale è scesa al 41, 8% rispetto al 44, 5% del '97 e che, per quest'anno, è prevista un'ulteriore riduzione di un punto percentuale. Tuttavia, Bersani dati alla mano ha dimostrato gli incrementi di numerose e poco visibili imposte indirette a cui si devono aggiungere gli aumenti della fiscalità locale con effetti di una redistribuzione al contrario, di un aumento dell'evasione e di un nulla di sgravio concesso alle imprese. Insomma, famiglie e imprese sono oggi più povere di quattro anni fa. Non c'è da stupirsi, dunque, che per Bersani la politica del governo giri alla rovescia con un gettito fi- scale in calo, un mancato controllo della spesa corrente, la scomparsa dell'avanzo primario, il crollo dei consumi e una situazione di finanza pubblica disperata: insomma, una vera e propria Waterloo del governo Berlusconi. Per Visco con un disavanzo che viaggia tranquillamente verso il 4, 7% per rientrare sotto il tetto del 3% occorrerebbe colmare un buco strutturale di 30-35 miliardi di euro. «Siniscalco ha detto in più di un'occasione che è ora di dire la verità - ha concluso Fassino - basta con le bugie. Il governo sia serio e non si presenti in parlamento con un Dpef fasullo, velleitario e irrealistico come quello degli anni scorsi». LE FAMIGLIE ITALIANE STRINGONO LA CINGHIA Non solo consumano sempre meno, ma riducono tutti gli acquisti anche quelli dei prodotti alimentari. E il dato sulle vendite al dettaglio accusa il colpo, registrando ad aprile una contrazione del 3,9% su base annua e segnando così la riduzione più forte almeno dal gennaio 1996 quando è iniziato il rilevamento di questi dati. Secondo i dati Istat le vendite dei prodotti non alimentari si sono contratte del 4% a fronte della riduzione del 3,6% segnata da quelle dai prodotti alimentari. A farne le spese sono stati soprattutto i piccoli negozi di prodotti alimentari che hanno visto le vendite contrarsi del 5,8% rispetto al calo del 3,1% registrato dalla grande distribuzione. Dati, questi, che rispettano il malessere del paese. Se le associazioni dei commercianti lanciano l'allarme chiedendo al governo di varare al più presto misure certe e concrete, dall'opposizione arrivano pesanti critiche. Il responsabile economico della Margherita, Enrico Letta, sottolinea come il buco non ci sia più soltanto nei conti pubblici, ma anche nel commercio e nei consumi degli italiani: «Il crollo senza precedenti nelle vendite al dettaglio, certificato dall'Istat, chiarisce definitivamente, se ce ne fosse stato ancora bisogno, il fallimento totale della strategia economica del governo, a cominciare da quella fiscale».
PROVVEDIMENTI XIV LEGISLATURA Beneficio Beneficio medio complessivo pro-capite mld euro euro equivalenti 2002 1.345 25 2003 5.172 125 2005 5.678 137 Complesso provvedimenti 12.194 287 Cancellazione della riduzione imposta tendenziale L. Finanziaria 2001 3.025 Mancato recupero fiscal drag 2001-2005 2.805 Effetto netto 6.364 PROVVEDIMENTI XIII LEGISLATURA Beneficio Beneficio medio complessivo pro-capite mld euro euro equivalenti 1996-1999 3.070 78 2000 8.916 224 2001 7.359 180 Complesso provvedimenti al lordo fiscal drag 19.344 482 di cui: - Restituzione fiscal drag 1997-1998 1.007 - Restituzione fiscal drag 2001 746 Effetto netto 17.591
Raffaella Cascioli
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