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Consiglio Provinciale: occasione persa
Considerazioni sul Consiglio Provinciale del 9 maggio scorso

17/05/2005

Occasione persa quella della trattazione in Consiglio Provinciale del problema della grande viabilità.
Deludenti le comunicazioni del Presidente:
- nessuna novità sulle possibilità reali di finanziamento;
- metodi di ricerca di risorse attraverso i rapporti personali e personalistici e la proposizione di emendamenti “sorpresa “ su decreti in discussione;
- speranza sulla prossima finanziaria e sulla possibilità di sfondamento del patto europeo di stabilità (del resto già sfondato!);
- solita contraddittorietà sui contenuti: apertura sulla revisione progettuale (una o due carreggiate) nell’introduzione, chiusura totale nelle conclusioni;
- nessuna novità sul metodo e sullo strumento Comitato Istituzionale: apertura formale ai sindacati (senza alcuna risposta alle problematiche poste), invito alle forze politiche a iniziative unitarie di sostegno alla sua azione.

Purtroppo non si va da nessuna parte in questo modo, è difficile conseguire risultati concreti, anche se tutti lo auspichiamo.

La partecipazione e la mobilitazione delle Istituzioni Locali, delle forze organizzate del mondo del lavoro (imprenditori e sindacati), delle forze sociali, dei gruppi di interesse, delle forze politiche deve rappresentare innanzitutto:
- la condivisione piena che quello della viabilità è “il problema” della valle;
- che il riconoscimento da parte del Parlamento, del Governo, della Regione Lombardia è un atto dovuto anche per quanto diamo ogni giorno alla comunità nazionale in termini di risorse, e di uso del nostro territorio;
- che la comunità provinciale è unita su questo tema se le priorità condivise (emergenze di Delebio, Cosio, Morbegno, Tirano, Sondrio e Novate Mezzola) sono sempre presenti, di uguale dignità, e pertanto di contestuale attenzione e iniziativa;
- che eventuali “rinunce” a fondi propri (BIM, legge Valtellina, sprechi…) per significare la nostra concreta partecipazione alla ricerca e messa a disposizione di risorse adeguate, sono accettabili, accettate e non motivo di egoismi personali, istituzionali, politici.

Perché questo si sostanzi e diventi una vera forza, decisiva, il Comitato non può essere una “strumento di mobilitazione”, ma un organismo partecipato e attivo, aperto a tutti.

Assenti le risposte e gli impegni in questa direzione.
Insofferenza anche per il dibattito, che deve rispettare chiusi criteri ad orologeria.

Il Presidente del Consiglio, convintamene sostenuto da tutta la maggioranza, ha tolto la parola al consigliere Tarabini a conclusione dei 15 minuti canonici.

E questo dopo che si era enfatizzata la promessa di un Consiglio apposito per un “ampio” dibattito sulla viabilità.

E questo dopo che, alla richiesta iniziale da parte del consigliere sui tempi a disposizione, il Presidente del Consiglio non aveva dato alcuna risposta.

Insensibilità e arroganza, non c’è altra definizione per comportamenti di questa natura.

E non c’era in atto una qualche azione di ostruzionismo, ma una approfondita analisi e proposizione, non condivisa da parte del centrosinistra, ma di grande interesse. Specie per una problematica sollevata sulla esistenza o meno delle risorse appostate nella conclamata “legge obiettivo” sulle grandi opere di Berlusconi-Tremonti, che avrebbero dovuto avere spazio nel bilancio 2003: ci sono ancora oppure no?. Diciamo noi: è una “bufala”, sono le promesse berlusconiane, o c’è del vero?. A questo una risposta, chiara e definitiva, è dovuta, specie da parte di un Presidente che siede anche in Parlamento e dovrebbe conoscere l’attività parlamentare e il bilancio dello Stato, che ha approvato.

Se ha ragione il sen. Tarabini, e quindi i 131 milioni di euro ci sono, il Presidente sen. Provera, che ha sostenuto che queste risorse non esistono più, sono state scippate, ne tragga le dovute conclusioni. Se non ci sono, il sen Tarabini se ne faccia una ragione e non continui ad alimentare illusioni.

Per questo anche i rappresentanti del centrosinistra sono andati via: per solidarietà e per protesta nei confronti di una ottusa gestione del Consiglio e utilizzo dei regolamenti.

P. I GRUPPI DEL CENTRO SINISTRA
Giacomo Tognini

 
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