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Dalla Valchiavenna di Sergio Gallegioni
26/03/2005
ASILO NIDO COMPRENSORIALE?
Il tema del finanziamento dell'asilo nido di Chiavenna è tornato alla ribalta nell'ultima assemblea della Comunità Montana. Il consigliere del gruppo misto Bertolino ha proposto che l'ente montano, riconosciuta la natura comprensoriale del servizio, ne ponga il relativo onere economico a carico di tutti i comuni della valle. L'idea non è nuova. A parte le rette, oggi l'asilo nido è pagato dal solo comune di Chiavenna, nonostante circa la metà dei bambini che lo frequentano risiedano altrove. Della situazione si era più volte lamentata anche l'amministrazione Tognetti, la quale aveva proposto di estenderne il finanziamento agli altri comuni. Ma ogni sforzo era caduto nel vuoto. La mozione di Bertolino, in quei termini, non è stata accolta per il semplice motivo che la ripartizione delle spese di gestione dei servizi comprensoriali non compete alla Comunità Montana ma alla conferenza dei sindaci. Tuttavia il concetto è giusto, se è vero come è vero che i bambini iscritti all'asilo nido non sono solo chiavennaschi. Sul punto si è dichiarato d'accordo anche il sindaco di Chiavenna, che, stando alla stampa di questi giorni, si è impegnato a portare l'argomento nella sede appropriata, cioè appunto la conferenza dei sindaci. Forse il sindaco spera di poter contare sull'omogeneità politica di quasi tutti i suoi colleghi di mandamento. Glielo auguro ma temo che, quando comincerà a parlare di soldi, il sindaco troverà un'opposizione assai trasversale. Ove quest'eventualità si presentasse (o meglio, si ripresentasse, vista la storia recente) mi si permetta una proposta: il riconoscimento della comprensorialità, sebbene agli occhi di un chiavennasco costituisca l'optimum, non è realisticamente raggiungibile. Potrebbe invece essere raggiungibile il più modesto obiettivo di convenzioni separate con i comuni vicini a Chiavenna che impegnino tali comuni a concorrere pro quota alle spese solo nel caso in cui un loro bambino si iscriva all'asilo nido. È una soluzione di compromesso, certo, ma è meglio che niente. Dunque: in bocca al lupo al sindaco!
CHIAVENNA SLOW
Il sindaco e l'assessore al turismo di Chiavenna hanno recentemente partecipato all'assemblea annuale delle città slow a Levanto, in Liguria. Gesto significativo in quanto, al di là dell'occasione specifica, conferma l'interesse dell'amministrazione per il movimento delle città slow, cui Chiavenna partecipa con convinzione da quasi un lustro. Sembrano ormai archiviati i tempi in cui il centro-destra cittadino, opponendosi alla decisione dell'allora maggioranza di centro-sinistra di aderire al movimento, aveva polemicamente dichiarato che Chiavenna ha bisogno di scelte fast, veloci appunto. Il tempo è galantuomo. L'augurio migliore è allora che la decisione di mantenere Chiavenna nel circuito delle città slow non sia dettata solo da esigenze d'immagine (pur giuste, s'intende), ma corrisponda alla volontà di puntare sulla vivibilità; a vantaggio dei chiavennaschi, prima ancora che dei turisti. Da ciò, quali conseguenze inevitabili, la valorizzazione dell'ambiente e delle aree verdi, l'arredo urbano, il recupero delle architetture tradizionali, l'attenzione all'estetica, la promozione culturale diffusa, la salvaguardia dei pedoni non solo nel centro storico, la qualità dei servizi, l'occhio vigile su urbanistica e nuove costruzioni. Vedremo.
SICUREZZA CONTRO PRIVACY
Il comune di Chiavenna ha formalmente rinunciato al contributo regionale a fondo perso di € 75.000 che era stato ottenuto su richiesta della passata amministrazione per finanziare la videosorveglianza in varie zone del territorio comunale. Perché questa rinuncia? Probabilmente la domanda ha due risposte. Da una lato le casse languono e tirar fuori una somma pari al contributo regionale per comprare e installare le telecamere costa fatica. Certo che, fatica oppure no, rinunciare a € 75.000 gratis è sempre un peccato; evidentemente, nonostante i proclami che si sentono in giro, stiamo proprio attraversando tempi di vacche magre! Dall'altro lato il comune potrebbe aver deciso di privilegiare le pur giuste esigenze di privacy dei cittadini. Scelta nobile, non c'è dubbio, anche se pensare che al giorno d'oggi basti togliere alcune telecamere dalle strade per tutelare la privacy appare un po' anacronistico. Comunque, scelta che merita rispetto. Ma allora, visti i frequenti deprecabili episodi di vandalismo, quale politica per la sicurezza a Chiavenna?
Sergio Gallegioni
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