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 Partito Democratico
Libertà
I temi principali della campagna di Enrico Letta. Il riscontro del dibattito nei forum del "Festival delle idee".

22/09/2007

Vorrei che il Partito democratico riconquistasse la parola libertà. Libertà è una parola fondamentale della vita dell’uomo. Ed è la parola fondamentale dei democratici. E’ la parola che è stata scippata, la parola che è stata cambiata”.

La sicurezza al servizio delle libertà (Forum Libertà - Teatro municipale)
«La sicurezza del centrosinistra deve ampliare tutte le libertà»
Si riparte dalla "libertà" di poter scegliere le proprie preferenze, e dalla "libertà" di norme rispettate e rispettabili. L'atto secondo del forum a tema, ieri al Teatro Municipale, travalica i confini segnati dall'incontro precedente, facendo lievitare, nel calderone delle idee, le fondamenta civili della legalità e della sicurezza. Giacomo Vaciago - host del dibattito assieme alla giornalista Alessandra Sardoni - tuona sul recente indulto, sottolineando che «l'Italia è l'unico Paese al mondo in cui negli ultimi vent'anni non sono state costruite carceri. Il Pontefice fece un appello sulla condizione disumana delle galere, verso la quale la risposta è stata non la costruzione di nuove strutture, bensì farne uscire un po'. Questo significa dare libertà?».
L'esca è lanciata e colta, anche negli altri appassionati interventi. Giannicola Sinisi, senatore dell'Ulivo, fa proprio un concetto storicamente destrorso - ordine e disciplina - adattandolo alla realtà al governo ed al nascituro Pd. «Ciascun cittadino - ha detto - ha diritto ad avere il proprio quoziente di sicurezza. In questo bisogna introdurre indici territoriali diversi, per esempio Trapani non è Sondrio, e riorganizzare, al meglio, il sistema di polizia. La sicurezza del centrosinistra deve ampliare le libertà, non restringerle». Ed è proprio qui che gli animi si infervorano, visioni differenti si confrontano. Beatrice Luzzi, regista ed attrice, denuncia la "gita" a Monza in aereo di Stato di Clemente Mastella, così come Giorgio Solza, tra il pubblico, s'indigna per la mancanza di nuove proposte da parte dei candidati democratici («primo compito dei politici è rispettare le leggi», accusa). Serafica la replica di Vaciago. «Quello è malcostume e c'è in tutte le nazioni. I nostri problemi sono ben più gravi, strutturali, negli ultimi cinquant'anni c'è stato un enorme arricchimento privato e non pubblico».
Sul palco, poi, salgono diverse voci dell'economia politica e dell'industria, come Anna Puccio, imprenditrice, Claudio Lodici, candidato Pd nel Lazio e Concetta Rau, assessore all'Industria della Sardegna.
Si parla pertanto del Mezzogiorno, dei rapporti da ridefinire tra istituzioni e cittadini e della libertà come valore della formazione. Le redini del tema, però, sono spesso abbandonate, ed i contributi navigano e s'incuneano nell'ambito della sfera sociale del nostro Paese.
Forum Libertà, «La parola più importante»
Il viaggio è iniziato da internet, nel sito di Enrico Letta, lungo gli steli ad alta velocità dell'agorà virtuale per eccellenza. Nel mezzo, parole gettate sugli schermi, flussi di coscienza e proposte per declinare un unico grande concetto: "libertà". Gli internauti avevano a disposizione un "clic", nella bacheca di rete, per dare la propria visione. E dal mare arruffato dei lemmi che dipingono l'italica "libertà", ne sono emersi alcuni, in neretto, scelti e ponderati: "legalità", "partecipazione", "merito", "responsabilità" e "scuola". Pilastri fondanti, però, ieri al Teatro Muncipale, solamente lambiti da uno dei forum del Festival delle idee.
Letta appare per un breve saluto iniziale, in un pomeriggio che, visti gli appuntamenti, richiederebbe il dono dell'ubiquità. Cita scherzosamente il nostro giornale che state leggendo, e dà la propria definizione di "libertà": «E' la parola più importante della vita e della politica. Ho deciso di candidarmi senza chiedere il permesso a nessuno, e già questa è una scelta di libertà pura».
Poco dopo, il dibattito prende forma. Modera Alessandra Sardoni, giornalista di La7, con accanto l'economista Giacomo Vaciago. L'ex sindaco piacentino cita le pulsioni francesi di libertè, egalitè e fraternitè, le raffronta alla nostra dimensione e le accosta agli insegnamenti evangelici. «La "libertà" - spiega - ha il valore liberale del non fare al prossimo ciò che non vuoi sia fatto a te, ma significa anche scegliersi le proprie preferenze. Dev'esserci la libertà dello "sviluppo umano", del fiorire dei proprio talenti. Le differenze non sono colpe».
Franca Porto, segretaria generale Cisl veneta, intende il soggetto del dialogo come «facoltà di iniziare qualcosa di nuovo». Addentrandosi nelle sfumature del mondo del lavoro, poi, vede «gli uomini e le donne portatori di opportunità e risorse come l'impresa in cui sono impiegati». Marco Stradiotto, sottosegretario allo Sviluppo economico, sviscera l'accento democratico insito nel paradigma di "liberta": «Non è salvaguardando i diritti di pochi - dice - che si dà l'opportunità a tutti di esprimersi. Bisogna aprirci e comprenderci, ed è questo a cui il Pd deve puntare».
Per Cesare Fumagalli, Confartigianato, c'è ancora «molta libertà d'impresa, nel Paese, da conquistare», mentre Alberto Melloni, storico, disamina il soggetto nella sfera religiosa. Daniele Donati, professore universitario, auspica che, dopo l'Ottocento, il 21esimo secolo sia quello della «libertà responsabile».

 
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