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Natalità I temi principali della campagna di Enrico Letta. Il riscontro del dibattito nei forum del "Festival delle idee".
22/09/2007
“Un paese senza figli non vuole avere un futuro. E se l’Italia è arrivata al punto di essere, insieme al Giappone, il Paese con il più basso tasso di natalità al mondo, abbiamo un problema” «Nel nostro Paese c'è un clima troppo sfavorevole alla famiglia» L'Italia paga l'aver brillato, per decenni, per l'assenza di politiche a sostegno della famiglia. La situazione sta diventando insostenibile: nel nostro Paese c'è un clima sociale sfavorevole alla famiglia». E' l'analisi compiuta da Laura Sabbadini, direttore Istat, durante la seconda giornata di incontro del forum sulla natalità, tenutosi al teatro dei Filodrammatici, condotto da Monica Fabris dell'istituto di ricerca Gpf e da Giovanni Palisto, giornalista di Telelibertà. «Nel 2006 in Italia sono nati - ricorda Sabbadini - 1,35 bambini per donna. Ne sarebbero necessari 2,1 per raggiungere un equilibrio demografico. Altri Paesi, come la Francia e la Svezia, hanno tassi di natalità più alti, accompagnati - o garantiti - da maggiori investimenti nelle politiche a sostegno della famiglia, di modello diverso». In Francia sono stati privilegiati gli incentivi economici, mentre in Svezia si è puntato sul potenziamento dei servizi. «Anche l'Italia deve compiere una scelta: del resto il nostro Paese è quello che vede una spesa sociale più contenuta rispetto al prodotto interno lordo. Non è vero che non si fanno figli perché non si vogliono fare sacrifici: paghiamo un sistema sociale rigido, che non aiuta le donne e le vede sobbarcarsi di sempre maggiori incombenze (lavoro, famiglia, cura degli anziani, ndr), dovute anche ad un ridursi delle cosiddette reti informali, ossia l'aiuto dei nonni e dei parenti». Giuliano Palagi, direttore della Provincia di Pisa, prova invece ad indicare alcune proposte che potrebbero portare risultati nel breve periodo, come «politiche a sostegno dell'efficienza della spesa, con sostegno indiretto delle famiglie, come la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, e al diritto allo studio, intervenendo sulla lobby dei libri di testo, introducendo un assegno di studio per i ragazzi di età superiore ai 16 anni e un bonus per i ragazzi over 18 anni che intendono uscire di casa per frequentare l'università. Allo stesso tempo - propone Palagi - devono essere riordinati gli incentivi economici assegnati a famiglie con figli». Josè Galvez, direttore del giornale on line per immigrati "Impresa etnica", ha invece posto l'accento sulla «questione stranieri», che vedono sì un tasso di natalità più alta rispetto agli italiani, ma al tempo stesso anche una percentuale più elevata di aborti. Altro tema che deve essere posto all'attenzione della politica, dice Galvez, i ragazzi stranieri di seconda generazione, che si sentono italiani a tutti gli effetti. Forum natalità, benessere e fiducia nel futuro Natalità intesa come libertà individuale, ma anche come indicatore del benessere sociale di un Paese, espressione della fiducia, del benessere e apertura verso il "nuovo" dei suoi cittadini. Sono questi i molteplici significati e suggestioni contenuti nel tema del terzo forum, la natalità, definito da Enrico Letta, nel programma della due giorni piacentina, "la "cifra" della mia proposta politica. Un Paese che non fa figli è un Paese che non cresce". Proposta di discussione colta al pubblico presente ieri pomeriggio al teatro dei Filodrammatici. Accanto ai contributi dei relatori, Francesco Billari, docente della Bocconi, Giovanni Macciotta, consigliere Cnel, Lucia Boschetti allieva della Normale di Pisa, coordinati da Monica Fabris dell'istituto Gpf e da Giovanni Palisto, giornalista di Telelibertà, diversi cittadini ed amministratori di altre città hanno preso la parola, come Rosanna, insegnante in pensione da Avellino. «I ragazzi del Sud devono affrontare la mancanza di sicurezza che deriva da un lavoro precario - ha detto -, da una casa propria che non c'è. La natalità bassa del nostro Paese è legata a tutto questo, e io credo che un nuovo soggetto politico, come il Partito democratico, questo problema se lo debba porre». Cecilia Fannuzza, consigliere del VII municipio di Roma, affronta la medesima questione dall'altra parte della barricata. «E' necessario compiere una riflessione sui servizi pubblici: non è accettabile - dice - che una coppia, composta da genitori entrambi lavoratori, non riesca a far entrare il proprio figlio all'asilo nido. E' necessaria più qualità dei servizi pubblici». Problema che interessa in prima persona le donne con figli, fa notare l'assessore alle Pari Opportunità di Piacenza, Katia Tarasconi, costrette a scegliere tra il lavoro ed una nuova maternità. Del resto i dati forniti dal professor Billari non sono confortanti: l'Italia "cresce" poco, ha una media di figli unici più elevata di altre realtà europee, mentre aumentano i figli di immigrati. Il professor Macciotta ha proposto un federalismo fiscale che guardi al "futuro", che semplifichi il livello delle agevolazioni fiscali per la famiglia, e un sistema di welfare meno segmentato rispetto all'attuale. Da Boschetti è arrivata invece l'immagine della politica come sistema che gravita attorno all'individuo e al suo contesto.
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