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L'appello al Sindaco di Tartano
I componenti del comitato hanno scritto al sindaco di Tartano e al presidente della Provincia

20/04/2007

Caro Sindaco
io Angelini Adriano mi rivolgo a te per la tua nota sensibilità ai progressi della valle nel rispetto dell’ambiente
e per la memoria di tuo padre che in un prestigioso libro sulla storia di Tarten versava tutto il suo amore ai luoghi nativi, mostrando a noi la piccola patria da salvaguardare. Io a nome del Comitato in occasione dell’Assemblea
da lei indetta il 2 dicembre ‘06 in difesa delle acque dei torrenti della valle domando a te in qualità di primo cittadino, perché primo responsabile del bene pubblico, una volta fatto il punto della situazione, cosa fare per ostacolare un progetto che priverebbe l’amata valle del suo bene più prezioso e vitale il fiume, verso chi e quale pressione politica fare e di che portata, quali le iniziative che potrebbero avere il successo e scagionare quella minaccia e restituire ai convalligiani la sicurezza di godere il suo fiume?
Il Sindaco di Tarten ha già l’autorizzazione per una captazione delle acque del Cüminèl, l’alpeggio di sua proprietà presso Arale dove gestisce un rifugio. Dice che lì è tutto suo, ma l’acqua è anche mia, ora gliela concedo in cambio dovrà portare fino in fondo come sta facendo la lotta contro chi vuole strappare il torrente Tarten per nasconderlo nella montagna (5 km di galleria). Se non riuscirà a ottenere la vittoria pur lottando
a fianco della popolazione che è indignata all’idea che una ditta possa prendere possesso del fiume e stravolgere la fisionomia della valle, ebbene si dimetta, piuttosto che dare l’avvallo e continui la protesta
con la gente portandola perfino a Roma. C’è da sperare caro Sindaco in una vostra ardita coerenza che giammai scenda a patteggiamenti e in cambio di rassegnazione accetti i benefici di traforo e strade.
Sarebbe come concedersi a quel demone descritto da Dante:
Ecco la fiera con la coda aguzza che passa i monti e rompe i muri e l’armi.
Ecco colei che tutto il mondo appuzza!

Tartanesi quando è minacciata la propria identità come in questo caso che vi voglion portar via il fiume che vi battezza non basta contare sulla rappresentanza ma bisogna andare in prima persona da chi di competenza a fare dimostranza e protesta. Per non perdere il fiume è necessario il contributo di tutti e collettivo e individuale
non lasciando niente d’intentato. Guardando al futuro. Incentivi si devono dare per il mantenimento degli
alpeggi ricchi di pascoli e baite. Tentare altra via di sviluppo a partire da strade trafori e centrali idroelettriche
condanna la valle al suo degrado seguendo la rotta dell’inquinamento e squilibrio ambientale che
tanto allarme desta nel mondo.
La penuria non è di strade e traffici, ma di quiete e salubrità di luoghi, Tarten risponde per ora a questa domanda.
Salviamolo da speculazioni che pagano oggi ma affamano domani. Chiedo al Sindaco di Tartano perché vuole alzare la quota del Parco delle Orobie, forse allo scopo di padroneggiare il territorio a proprio vantaggio e di
chi sa lui?

Tappe della lotta per salvare il fiume:
- Costituzione Comitato e raccolta firme
- Assemblea pubblica indetta dal Comune di Tartano
- Manifestazione di protesta e incontro con la Regione
- Fiaccolata lungo il fiume Tarten
- Incontro spettacolo con l’Arci a Talamona 1 aprile “giù le mani dal Tarten”
- dibattito spettacolo 21 aprile “Festa provinciale dell’acqua”
- Camminata in Val Tarten per la Val Fabiöl
- Incontro in Regione coi politici
- Udienza col Cardinale di Milano
- Viaggio a Roma dal Ministro dell’Ambiente

 
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