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Lettera al Presidente della Provincia I componenti del comitato hanno scritto al sindaco di Tartano e al presidente della Provincia
20/04/2007
Al Presidente della Provincia siamo offesi e indignati e molto preoccupati per il progetto di Energia Ambiente Spa di captazione delle acque dei torrenti Val Lunga Val Corta e Val Vicima, che per l’alto impatto ambientale e sociale condanna la nostra bella Val Tarten al degrado e all’abbandono con la perdita della vocazione turistica. Il turismo è con la pastorizia l’attività economica principale della valle e dalle notevoli possibilità di sviluppo, potendo contare su un ambiente naturale pressoché integro e incontaminato, di cui i torrenti sono fondamentali. La valle offre anche un notevole patrimonio storico artistico e culturale, non ancora valorizzato: i bàrech degli alpeggi, le cave di ferro risalenti al Duecento e Trecento in Val di Lüuf, Durdùna e Gàvet, un raffinato quadro del Quattrocento d’ignoto pittore nella Chiesa di San Barnaba Patrono, la Chiesa della Beata Vergine del Rosario alla contrada Piana è un gioiello di barocco alpino del Seicento, gli affreschi dell’illustre pittore di Talamona G.Gavazzeni nella Chiesa di San Agostino a Campo, i resti delle Trincee della Prima guerra mondiale al passo di Tàrten. I toponimi della valle sono una preziosa fonte delle nostre origini. Un monumento naturale le Marmitte dei Giganti in Val di Lémi. La valle è anche rinomata per le erbe officinali, i funghi e i frutti di bosco, è zona di caccia e pesca. Un paradiso per chi ama camminare libero e fa dello sci alpino. Lo studio di valutazione d’impatto ambientale presentato da Energia Ambiente spa oltretutto non considera per nulla l’alto valore simbolico e affettivo che riveste il fiume per i Tartenesi. Sono centinaia le persone che risiedono in valle ed altre, più di mille oriundi che vi hanno la seconda casa, di cui pagano anche le tasse, che vi ritornano spesso lungo l’anno richiamate da affetti e ricordi. Per tutti loro il fiume non ha prezzo, non è in vendita! Anche solo perché i corsi d’acqua nelle valli della Valtellina e Valchiavenna sono ormai quasi tutti rinsecchiti o ridotti a meri rigagnoli a causa d’un dissennato sfruttamento, i pochi rimasti integri come i torrenti della Val Tarten andrebbero salvaguardati anche per le future generazioni. Venuti a conoscenza del progetto, è sorto spontaneo il Comitato per la difesa delle acque della Val Tàrten, il 10 ottobre 2006, che fra le altre iniziative ha promosso una raccolta di firme tra gli abitanti, gli oriundi e gli amici della valle, (qui allegate in copia). Tutti, due mila settecento sessantotto, hanno espresso la loro netta condanna anche verso tutti gli altri progetti di captazione o centraline, non meno degradanti la valle. Giù le mani dalle acque del Tàrten! E’ il nostro luogo di balneazione e ricreazione. E’ la possibilità di vita per numerose specie di animali e vegetali. E’ l’artefice l’anima e la memoria della valle. Nascondere il fiume in gallerie per oltre 5 km come fa il progetto mette in secca l’intera valle, la priva per sempre della sua voce e decreta la fine della storia dei Tartenesi, incominciata circa mille anni fa alla magnifica sorgente dei Tre Laghi de’ Purscìl. Non basta che tutte le acque vengano già captate a fondo valle in un bacino e sfruttate dall’Enel in una centrale solo di recente potenziata? Quando poi sono sempre più pressanti e urgenti gli allarmi degli esperti sul surriscaldamento della Terra e la sua crescente siccità, è a dir poco masochista una legge che favorisce l’assalto all’ultimo ruscello da parte di privati Enti pubblici, chi non rispetta l’ambiente, rispetta ancora meno l’uomo! Il buon senso vorrebbe una politica di risparmio energetico e di riduzione dei troppi consumi superflui, prima che non sia troppo tardi; una politica di tutela dei corsi d’acqua e di controllo dei deflussi minimi vitali di quelli captati, che spesso risultano non essere rispettati. Con soddisfazione è stato accolto la unanime contrarietà da parte di tutti gli Enti locali: Comune di Tartano, Comune di Forcola, Comunità Montana Valtellina di Morbegno, Parco Orobie valtellinesi, Provincia di Sondrio, espressa in Regione a Milano, il 20 dicembre 2006, nella conferenza di Procedura di impatto ambientale relativa al progetto di “Derivazione a scopo idroelettrico dal bacino idrografico della Val Tartano, torrenti Val Lunga, Val Corta e Val Vicima”. Committente: Energia Ambiente spa. Ma adesso, che fare? Tutti si chiedono come indurre la Regione a sostenere la nostra causa. Alla Provincia di Sondrio e a lei signor dottor Fiorello Provera, di cui è ben nota la sensibilità per la bellezza e la salubrità delle nostre valli, spetta la doverosa iniziativa. Il Comitato portavoce della protesta della popolazione, sostenuta anche dal Sindaco, attende da lei nostro Presidente una risposta. Il progetto della Società Energia e Ambiente Spa che viene contestato: Il progetto della Società Energia e Ambiente Spa che viene aspramente contestato prevede la realizzazione dei seguenti interventi: • opera di presa sul torrente della Val Corta a quota 1240 m. s.l.m.; • opera di presa sul torrente della Val Lunga a quota 1238 m. s.l.m.: • opera di presa sul torrente della Val Vicima a quota 1235 m. s.l.m.; • una galleria di lunghezza pari a 1829 m. per convogliare le acque captate dalla Val Corta alla Val Lunga; • una galleria di lunghezza pari a 3282 m. per convogliare le acque captate dalla Val Lunga alla camera valvole posta in località Ronco; • una camera valvola posizionata a quota 1234,70 m nei pressi della località Ronco; • un tratto di condotta forzata interrata e ancorata al terreno lunga 430 m., che convoglierà le acque dalla camera valvole; • una strada di accesso all’opera di presa in Val Lunga, un piazzale per le manovre degli automezzi e il deposito di attrezzature e materiali; • una strada di accesso alla camera a valvole dalla loc. Ronco lunga 430 m.; • una strada di accesso alla centrale con partenza dalla loc. Ronco lunga 1100 m.; • una centrale in caverna posizionata nei pressi dell’invaso di Campo, presso cui saranno localizzati i macchinari di funzionamento dell’impianto; • l’opera di rilascio delle acque in alveo con un canale di scarico in roccia lungo 51 m; • un cavidotto che dall’edificio centrale raggiungerà la rete Enel in media tensione posta nelle vicinanze lungo 1000 m. circa; • dagli scavi saranno estratti materiali inerti (smarino) provenienti dalle perforazioni in roccia per la realizzazione delle opere in sotterraneo, stimati in circa 55.400 metri cubi, convogliati a valle con autocarri in grado di trasportare a pieno carico 10 metri cubi di materiale per volta con una previsione di 4840 viaggi circa.
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