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La via crucis dei migranti
La Margherita di Sondrio sottoscrive il documento sulla situazione dei migranti e delle file di questi giorni davanti agli uffici postali

17/03/2006

Sondrio, 14.03.06

Decreto flussi 2006
Un sistema perverso per decidere della vita dei migranti



Già da ieri sera, di fronte agli uffici postali di tutta la Provincia di Sondrio, diverse decine di migranti erano coda per la presentazione dei moduli di richiesta d’ingresso in Italia per motivi di lavoro, unica possibilità che consente l’accesso a questo paese e unico escamotage per la regolarizzazione dei migranti clandestini. Migranti chiusi in macchina dopo aver dato il proprio nome ad intraprendenti donne che prendevano la prenotazione senza aver il mandato di nessuno, se non i compagni di sventura complici in questa strategia. Unico, seppur esiguo, segnale di umanità il passaggio di personale della Croce Rossa e della Protezione Civile che ha portato bevande calde e alcune coperte, trattamenti insoliti e quanto meno strani in una situazione normale e non di grave calamità naturale. E’ desolante pensare che l’immigrazione, che dovrebbe essere una ricchezza per tutta la società, sia trattata alla stregua di un’emergenza, allertando la Protezione Civile.
Sono rimasti all’addiaccio per tutta la notte per cercare di presentare per primi il loro modulo, dato che, per questo decreto, le domande di ingresso sono esaminate secondo l’ordine di invio: praticamente solo i primi arrivati hanno qualche possibilità di veder accolta la loro richiesta.
Le file davanti agli uffici postali di ieri sera sono la dimostrazione tangibile del razzismo dello stato di fronte ai migranti ospiti del nostro paese, ma purtroppo sono solo la punta d’iceberg di un problema più grosso.
Il decreto flussi 2006 limita gli ingressi in Italia a 170.000, una cifra irrisoria a fronte dei quasi 2 milioni di moduli richiesti. La possibilità che la propria richiesta venga accolta è quindi minima e soprattutto è completamente aleatoria, come se fosse una lotteria o un gioco di azzardo. Il problema più grave è la scarsa considerazione della dignità umana che è implicita in questa legge e che evidenzia una clamorosa disparità di trattamento tra italiani e migranti, sottoposti ad una gara umiliante per decidere del loro futuro, che ancora una volta mette in risalto una negazione dei diritti umani.
Volendo essere ottimisti tutte le difficoltà che si sono presentate per effettuare correttamente la domanda hanno aguzzato l’ingegno dei migranti, che hanno trovato le soluzioni più disparate per essere vincenti in questa assurda gara contro il tempo e contro i propri connazionali: mai in città si sono visti così tanti migranti alla ricerca prima dei moduli, poi degli uffici postali più sconosciuti e quindi con più probabilità di accesso. Questo dimostra come una legge nazionale, la Bossi Fini, può violare un diritto fondamentale come quello all’uguaglianza, già sancito a chiare lettere nella Costituzione italiana e sulla Carta dei Diritti dell’Uomo.
Sarebbe curioso sapere poi quale voce del bilancio dello Stato andranno a sanare i 14,62 euro di marca da bollo (allegata ad ogni modulo presentato) da moltiplicarsi per circa 2 milioni di kit distribuiti. Eppure solo 170.000 domande verranno accolte positivamente.
Una legge che fa acqua da tutte le parti, che vincola la presenza in Italia al possesso di un contratto di lavoro, e che mette fuorilegge la maggior parte delle persone che presentano la domanda in quanto già presenti in Italia come irregolari, mentre la chiamata dovrebbe essere effettuata dall’estero. Legge dunque interpretata come sanatoria, quando sarebbe più semplice e corretto reintrodurre una vera sanatoria per tutti.
Ma è così difficile reintrodurre una norma, già peraltro imperfetta e migliorabile, che istituisca un permesso di soggiorno per ricerca occupazione, già conosciuto come sponsor? Restiamo in attesa di tempi e leggi migliori, con la curiosità di sapere secondo quali meriti si vince la gara agli sportelli.

 
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